Guardia di Finanza: colpito il patrimonio di imprenditori legati alla cosca Piromalli
REGGIO CALABRIA, 25 LUG 2018 – Una vasta operazione condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata ha portato al sequestro di un ingente patrimonio riconducibile a imprenditori di primo piano della Piana di Gioia Tauro, attivi nel settore degli appalti pubblici. Il provvedimento è stato disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina.
Secondo gli inquirenti, nel corso degli anni gli imprenditori avrebbero consolidato la propria fortuna grazie a un rapporto di interesse e collusione con la potente cosca Piromalli, egemone nel mandamento tirrenico della ’ndrangheta.
L’aggiornamento delle 8.40
Sotto il coordinamento del procuratore Giovanni Bombardieri, la DDA ha dato esecuzione ai provvedimenti emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta del procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e del sostituto procuratore Gianluca Gelso. Il sequestro riguarda un patrimonio riconducibile a Giuseppe Bagalà (classe ’57), Francesco Bagalà (’90), Luigi Bagalà (’46) e Francesco Bagalà (’77): un complesso di imprese, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie.
Le operazioni che hanno svelato il sistema criminale
Le figure dei soggetti coinvolti erano già emerse in diverse operazioni della Guardia di Finanza e della DDA di Reggio Calabria:
- Operazione “Ceralacca” (2012–2014):
25 misure cautelari personali per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Tra gli indagati anche Giuseppe Bagalà e Francesco Bagalà. Disposto inoltre il sequestro di 15 imprese e beni per circa 48 milioni di euro. - Operazione “Cumbertazione” (2017):
27 arresti per associazione mafiosa, turbativa d’asta, frode nelle forniture pubbliche, corruzione e falso. Coinvolti nuovamente i Bagalà. Sequestrate 44 aziende per un valore complessivo di 224 milioni di euro. - Operazione “Martingala” (2018):
Indagini su un gruppo criminale dedito a riciclaggio, autoriciclaggio e false fatturazioni, con l’aggravante del metodo mafioso. Tra gli indagati Giuseppe e Francesco Bagalà. Sequestrate 51 società, beni mobili e immobili per un totale di 119 milioni di euro.
Il provvedimento del Tribunale
Secondo la Sezione Misure di Prevenzione, presieduta da Ornella Pastore, l’attività imprenditoriale della famiglia Bagalà sarebbe stata sostenuta da un rapporto stabile e “biunivoco” con i vertici della cosca Piromalli, un legame definito “indissolubile” e funzionale a garantire il monopolio degli appalti pubblici sul territorio tirrenico.
Il Tribunale sottolinea come le imprese dei Bagalà abbiano beneficiato nel tempo della vicinanza alla cosca, contribuendo a consolidarne il potere economico e criminale.
I beni sequestrati
L’operazione ha portato al sequestro di:
- 5 imprese attive nella realizzazione di grandi opere edili e infrastrutturali
- Quote societarie in altre 6 aziende
- 161 immobili, tra fabbricati e terreni
- 7 autovetture e 4 orologi di lusso
- Rapporti finanziari e assicurativi
- Ulteriori disponibilità liquide
Il valore complessivo del patrimonio sequestrato è stato stimato in 115 milioni di euro, secondo le direttive del Ministero dell’Interno.















