Cocaina nascosta tra le montagne dell’Aspromonte: a San Luca i Carabinieri hanno individuato un rudere trasformato in un laboratorio clandestino completo di attrezzature per la lavorazione della droga e il confezionamento delle dosi
Un laboratorio dedicato alla lavorazione della cocaina, ricavato all’interno di un casolare isolato nel cuore dell’Aspromonte, è stato individuato dai Carabinieri durante un’operazione di controllo del territorio nel comune di San Luca (RC). La struttura, nascosta in un’area particolarmente impervia, sarebbe stata utilizzata per preparare lo stupefacente prima della distribuzione sul mercato.
L’attività è stata condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Bianco insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, che hanno raggiunto il rudere nelle prime ore della mattinata, portando alla luce quella che gli investigatori ritengono una base operativa perfettamente organizzata.
All’interno dell’immobile sono stati rinvenuti diversi strumenti compatibili con la trasformazione e il trattamento della cocaina. Tra il materiale sequestrato figurano forni a microonde, presumibilmente impiegati per l’essiccazione della sostanza, presse idrauliche sulle quali sono state rilevate tracce di stupefacente, oltre a bilance di precisione, sostanza da taglio e numerosi materiali destinati al confezionamento delle dosi.
Per gli accertamenti scientifici e il repertamento delle tracce presenti sulle attrezzature è intervenuto il personale specializzato del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, che dovrà ora effettuare le analisi utili alle indagini.
Secondo quanto emerso dall’operazione, il rudere non sarebbe stato utilizzato come semplice deposito, ma come un vero e proprio centro destinato alla preparazione della droga, organizzato per svolgere le diverse fasi della lavorazione prima della successiva immissione sul mercato illecito.

















