Coinvolto in operazioni “Itaca” e “Ulisse”, con ruoli chiave nella cosca GALLACE-RUGA.
Il 1° agosto 2018, la Divisione Anticrimine della Questura di Milano ha eseguito un imponente sequestro di beni nei confronti di un imprenditore calabrese, nato a Santa Caterina dello Ionio (CZ) nel 1975, condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa ai sensi dell’art. 416 bis c.p. L’uomo risultava affiliato alla ‘ndrangheta, con specifico legame con la locale di Giussano (MB) e connessioni dirette con la cosca calabrese dei GALLACE-RUGA, attiva nel catanzarese.
Già in giovane età, l’imprenditore mostrava legami con ambienti criminali: a 19 anni, nel 1994, fu protagonista di una tentata estorsione ai danni di un imprenditore nel settore delle costruzioni aeronautiche, arrivando persino a minacciare la vittima durante la consegna dell’assegno.
La sua carriera criminale comprende il coinvolgimento in operazioni di Polizia Giudiziaria di rilievo: nel 2012 fu raggiunto dall’operazione “Itaca”, che sgominò un’associazione mafiosa nella “locale” di Guardavalle, e successivamente dall’operazione “Ulisse”, che portò al suo arresto per associazione mafiosa a causa dei contatti con i vertici calabresi della cosca GALLACE-RUGA LEOTTA. Affiliato con cerimonia rituale, assunse ruoli di responsabilità nella “locale” di Giussano, gestendo armi pesanti, tra cui bombe a mano e mitragliette, e mantenendo contatti con familiari degli affiliati detenuti, supportandoli economicamente e legalmente.
Le indagini patrimoniali della Questura, su proposta del Questore di Milano Marcello Cardona, hanno portato al sequestro di 11 immobili in Lombardia e Calabria, oltre a 2 conti correnti bancari, oggetti di pregio e contante. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i due milioni di euro. L’attività conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata, colpendo i patrimoni illecitamente accumulati.
















