DAlle prime luci dell’alba, la tendopoli di San Ferdinando, in Calabria, è stata interessata da un massiccio intervento delle autorità. Ruspe ed escavatori del Genio militare hanno iniziato a demolire le baracche, mentre reparti delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa delimitavano il perimetro del campo.
Sul posto erano presenti circa novecento tra agenti, militari e vigili del fuoco, supportati da decine di mezzi meccanici e camionette. Gli occupanti del campo sono stati invitati a uscire dalle baracche, mettersi in fila e farsi identificare, in vista di un eventuale trasferimento. Le operazioni proseguiranno per tutta la giornata.
Lo sgombero era stato più volte annunciato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ed è stato formalizzato tramite un’ordinanza del sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi. Le ruspe sono arrivate intorno alle 8 del mattino, poche ore dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, e hanno cominciato a distruggere le strutture di lamiera erette nel 2013 dal Ministero dell’Interno, a seguito delle rivolte dei braccianti scoppiate a Rosarno nel 2010.
Secondo il ministero, nel campo erano presenti circa seicento persone, mentre il sindacato Usb ne segnala circa trecento. “Dalle parole ai fatti”, ha commentato Salvini su Twitter. Gli occupanti sono stati smistati in base alla tipologia dei permessi di soggiorno, sebbene si tratti per lo più di lavoratori stagionali, non di rifugiati appena arrivati. Alcuni osservatori hanno criticato la gestione della questione, evidenziando come molti immobili sfitti nella Piana di Gioia Tauro potrebbero essere stati utilizzati invece delle tendopoli.
Gran parte degli occupanti ha lasciato il campo spontaneamente: con la stagione della raccolta delle arance ormai conclusa, molti si sono spostati in altre zone agricole italiane, come Caserta e la provincia di Foggia, per proseguire il lavoro nei campi. Rimangono solo coloro che non hanno alcuna rete di sostegno, che per anni hanno trovato riparo in questo ghetto costruito per accogliere i braccianti della Piana di Gioia Tauro.
Le operazioni di sgombero proseguiranno per tutta la giornata.

















