Cosenza, smantellata rete di spaccio e criminalità diffusa

Operazione “Stampelle”: Carabinieri smantellano rete di droga, estorsioni e rapine

Alle prime luci dell’alba, nei Comuni di Cosenza, Rogliano, Celico, Castiglione Cosentino, Frascati, Sassuolo e Vibo Valentia, i militari del Comando Provinciale di Cosenza, supportati dalla CIO del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e dal Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, hanno eseguito 13 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti accusati di reati gravi, tra cui detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali aggravate, ricettazione, favoreggiamento personale, porto di armi e violazione della sorveglianza speciale.

Per otto indagati si sono spalancate le porte del carcere, quattro sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre un altro è stato raggiunto dal divieto di dimora nei Comuni di Cosenza e Rogliano.


L’origine delle indagini

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rogliano e coordinate dal Procuratore della Repubblica di Cosenza, dott. Mario Spagnuolo, sono scaturite dal ricovero di un 24enne roglianese in ospedale per un malore, dovuto al consumo di eroina tagliata male. Convinto dai genitori, il giovane ha denunciato i propri fornitori, dando il via a un’indagine complessa e articolata.

Le verifiche dei militari hanno portato alla luce un vero e proprio market della droga nel cuore di un paese di provincia: piazza principale e villa comunale trasformate in punti di spaccio attivi a qualsiasi ora. Gli spacciatori, grazie a messaggi via app, organizzavano incontri in pieno centro storico, spesso al bar, mimetizzando le cessioni tra la vita quotidiana.


Un mercato della droga senza regole

I pusher non si limitavano a vendere la droga: consegnavano anche a domicilio e consigliavano la sostanza più adatta ai clienti, tra cui figuravano alcuni minorenni. Su 66 assuntori abituali identificati, molti hanno ammesso la dipendenza e fornito informazioni cruciali per incastrare i loro fornitori.

Ritardi nei pagamenti generavano minacce e violenze, estese anche ai familiari dei debitori. Un tossicodipendente racconta: “…più volte mio cognato mi riferiva che se non avessi saldato il debito… mi avrebbe fatto a pezzettini e se la sarebbe presa con la mia famiglia…”

Non risparmiavano nemmeno i minorenni, costringendoli a pagare oltre il dovuto con schiaffi e intimidazioni. In alcuni casi, le minacce si estendevano ai genitori, che, per timore di ritorsioni, venivano costretti a consegnare denaro e beni.


Rapina e sequestro di persona: il lato violento

Il gruppo criminale passava anche alle vie di fatto. Nel novembre 2017, un quarantenne cosentino, colpevole di non aver saldato il debito del figlio della compagna, veniva aggredito e sequestrato da due malviventi armati di coltello, obbligato a consegnare denaro, gioielli, cellulari e persino la propria auto. La coraggiosa denuncia dell’uomo ha permesso ai Carabinieri di ricostruire l’intera vicenda e arrivare alle attuali imputazioni.


Identificati anche i fornitori

Le intercettazioni e i pedinamenti hanno consentito di mappare l’intera rete di spaccio e risalire ai fornitori dello stupefacente nel capoluogo bruzio, in aree già note per fenomeni simili: Via Popilia, Piazza dei Valdesi e vicoli del centro storico.

Per trasportare la droga nel Roglianese, i pusher adottavano metodi ingegnosi: dalle auto agli indumenti intimi, fino alle aste delle stampelle, fingendo di essere claudicanti. Da qui il nome dell’operazione odierna.

Contestualmente agli arresti, sono stati eseguiti anche 11 decreti di perquisizione domiciliare per ulteriori indagati in stato di libertà.