Truffa sulle slot machine: sequestro da 12 milioni a Cosenza

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Cosenza, manomesse le slot per trattenere il prelievo erariale sulle giocate: imprenditore indagato per peculato, scatta un maxi sequestro di beni e conti per oltre 12 milioni di euro

Un ingente sequestro patrimoniale, dal valore superiore ai 12 milioni di euro, è stato eseguito questa mattina nei confronti di un imprenditore attivo nel settore della gestione di slot machine e altri apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza ed è stato eseguito dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, con il supporto dei Carabinieri del Comando Provinciale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’operatore economico è accusato di non aver versato allo Stato il Prelievo unico erariale (PREU), l’imposta dovuta sulle somme incassate attraverso le giocate alle slot machine. Le somme, invece di essere trasferite all’Erario, sarebbero state trattenute illecitamente, configurando l’ipotesi di reato di peculato.

Il sequestro ha riguardato disponibilità finanziarie, immobili e beni mobili riconducibili al soggetto indagato, per un valore complessivo che supera i 12 milioni di euro.

Ulteriori dettagli sull’operazione verranno forniti nel corso della conferenza stampa convocata per le 10:30 presso la Procura della Repubblica di Cosenza, alla presenza del procuratore e degli investigatori che hanno coordinato e condotto le attività di accertamento.

Cosenza, truffa sulle slot machine, la Procura: “Alterazioni fisiche per eludere i controlli dello Stato”

Nuovi e significativi dettagli sono emersi nel corso della conferenza stampa in Procura a Cosenza, convocata per illustrare gli sviluppi dell’inchiesta che ha portato al sequestro preventivo di oltre 12 milioni di euro nei confronti di un imprenditore del settore del gaming.

Come spiegato dal procuratore Vincenzo Capomolla, gli apparecchi sequestrati «presentavano un’alterazione fisica interna, con l’inserimento di una scheda clonata in grado di intercettare la contabilità delle giocate e di deviare gli incassi dovuti all’erario». Grazie a un semplice telecomando, i gestori potevano “switchare” i flussi economici tra la scheda ufficiale e quella contraffatta, eludendo così i controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Il provvedimento di sequestro ha colpito sia l’imprenditore, indagato per peculato, sia la società con sede a Luzzi, nel Cosentino. «Garantire il controllo in un settore così delicato, in un territorio in cui la dipendenza dal gioco d’azzardo è un problema concreto, è fondamentale», ha ribadito Capomolla, ringraziando per la collaborazione i Carabinieri e il personale dell’ADM.

Secondo i dati raccolti, nella provincia di Cosenza la mole di giocate legali supera il miliardo e 300 milioni di euro, con circa 100 milioni solo nel capoluogo. L’indagine, condotta tra il 2022 e il 2025, ha già portato al sequestro di 145 slot machine manomesse, di schede SIM contraffatte e di 81mila euro in contanti in un solo giorno di controlli.

Gli investigatori stimano che il meccanismo fraudolento abbia generato una evasione complessiva di oltre 50 milioni di euro, di cui 12 milioni relativi al Prelievo unico erariale (Preu). Un sistema sofisticato, ma che — sottolinea la Procura — «è stato finalmente smascherato».

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