Una misura cautelare interdittiva è stata eseguita nei confronti di una società operante nel settore turistico-ricettivo di Vibo Valentia, nell’ambito di un’inchiesta su presunte indebite percezioni di erogazioni pubbliche attraverso crediti d’imposta ritenuti inesistenti. Il provvedimento si inserisce nel filone investigativo che aveva già portato a un sequestro patrimoniale da oltre 8,5 milioni di euro
Proseguono gli sviluppi dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza su un presunto sistema di utilizzo illecito di crediti d’imposta. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto una misura cautelare interdittiva nei confronti di una società attiva nel comparto turistico-ricettivo.
Secondo l’ipotesi investigativa, la società sarebbe amministrata da un professionista vibonese che opera sia come imprenditore nel settore turistico sia come commercialista. Tra le contestazioni mosse dagli inquirenti figura la presunta indebita percezione di erogazioni pubbliche, ottenuta attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta ritenuti inesistenti.
Il provvedimento cautelare è stato disposto con finalità preventive e punta a evitare il rischio che le condotte contestate possano essere reiterate, limitando l’operatività della società secondo quanto previsto dall’ordinanza emessa dall’autorità giudiziaria.
L’intervento rappresenta un ulteriore sviluppo dell’inchiesta già sfociata lo scorso 2 luglio, quando era stato eseguito un sequestro preventivo fino a un valore complessivo di 8.519.513,89 euro nei confronti del patrimonio riconducibile all’indagato e alle società da lui amministrate.
L’attività investigativa si inserisce nell’azione di contrasto ai reati economico-finanziari portata avanti dalla Guardia di Finanza, finalizzata sia al recupero delle risorse pubbliche ritenute indebitamente sottratte sia alla tutela della concorrenza tra imprese e della corretta applicazione della normativa fiscale.
La misura cautelare interdittiva, prevista dal Decreto Legislativo 231/2001, è uno degli strumenti attraverso cui l’autorità giudiziaria può impedire che un ente continui, secondo l’ipotesi accusatoria, a essere utilizzato per la commissione di illeciti, evitando possibili ulteriori danni alle finanze pubbliche e al sistema tributario.


















