Sequestro da 195 mila euro a società della navigazione di Villa San Giovanni: indagini su fatture false e appropriazione indebita
La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un ingente sequestro preventivo nei confronti di una società cooperativa attiva nel settore della navigazione con sede a Villa San Giovanni e del suo rappresentante legale. Il provvedimento riguarda conti correnti bancari e postali, depositi e altre disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore ai 195 mila euro.
L’operazione trae origine da un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha permesso di far emergere un presunto sistema di frode fiscale fondato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero state prodotte false fatturazioni per un ammontare superiore ai 130 mila euro, con l’obiettivo di creare artificiose poste di bilancio e alterare la base imponibile.
Contestualmente, l’indagine ha portato alla luce anche un diverso filone di illecito: il rappresentante legale della cooperativa, approfittando del proprio ruolo gestionale, si sarebbe appropriato indebitamente delle somme di denaro incassate dalla società. L’importo complessivo dell’indebita distrazione ammonterebbe a circa 195 mila euro, pari al valore delle disponibilità successivamente sequestrate.
Accogliendo le richieste formulate dalla pubblica accusa, il tribunale di Reggio Calabria ha disposto un decreto di sequestro preventivo nei confronti dell’indagato e dei conti societari, ritenendo sussistente il rischio di dispersione delle risorse economiche. Le ipotesi di reato formulate riguardano la violazione dell’art. 2 del decreto legislativo n. 74/2000, relativo alla dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, e dell’articolo 646, comma 3 del codice penale che disciplina l’appropriazione indebita aggravata.
L’inchiesta prosegue ora per ricostruire nel dettaglio il flusso delle operazioni contestate e verificare eventuali ulteriori responsabilità, mentre il sequestro rimarrà in vigore a tutela dell’erario e per garantire un’eventuale futura confisca in caso di condanna.
















