Inflazione in salita per il quarto mese consecutivo: rincari su alimentari, trasporti e beni essenziali fanno lievitare il carrello della spesa, con un costo medio annuo di 356 euro in più
L’inflazione torna a pesare sul portafoglio degli italiani. A luglio i prezzi dei beni di largo consumo hanno registrato un nuovo aumento, segnando il quarto mese consecutivo di rincari. Un trend che rende sempre più onerosa la spesa quotidiana per alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona.
Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’indice generale dei prezzi è salito dello 0,4% rispetto a giugno, ma l’impatto reale per le famiglie si concentra soprattutto sui beni ad alta frequenza d’acquisto. In questo comparto l’incremento varia tra il 2% e il 2,3%, con un’accelerazione più marcata nel settore alimentare: +3,7% rispetto al +3,3% del mese precedente.
Un leggero calo si osserva invece nel comparto energetico (-3,4%), ma il beneficio viene ampiamente annullato dai rincari dei beni essenziali. Crescono inoltre i costi dei servizi di trasporto (+3,3%) e di altre voci di spesa quotidiana (+2,2%), mentre rallentano i rialzi nel settore ricreativo e culturale (+2,7% dopo il +3,2% di giugno).
Il conto per le famiglie
L’associazione dei consumatori Assoutenti ha quantificato l’impatto dei rincari: la sola spesa per cibi e bevande graverà per 6,4 miliardi di euro in più complessivi, equivalenti a 356 euro aggiuntivi all’anno per nucleo familiare.
“Gli aumenti di luglio sono ingiustificati e preoccupanti – ha dichiarato il presidente Gabriele Melluso –. Colpiscono i beni primari e rischiano di compromettere il potere d’acquisto delle famiglie, già in difficoltà”.
Il dato si inserisce in un quadro economico che, nonostante la frenata dei costi energetici, continua a mostrare tensioni inflazionistiche diffuse. Per le famiglie italiane, il carrello della spesa si conferma dunque sempre più pesante.


















