Calabria tra le regioni più povere d’Italia

portafoglio vuoto
portafoglio vuoto

Calabria tra le regioni più povere d’Italia: il 77% dei contribuenti guadagna meno della media nazionale, mentre Milano resta la città dei redditi più alti e delle tasse più pesanti

Nel 2023 i contribuenti italiani hanno versato all’Erario circa 190 miliardi di euro di Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che rappresenta circa un terzo del gettito tributario nazionale. Ma i dati rivelano forti disparità tra Nord e Sud, sia in termini di reddito che di pressione fiscale.

Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della CGIA, il prelievo medio più alto riguarda i cittadini della Città Metropolitana di Milano, con 8.846 euro a testa, seguiti da Roma (7.383 euro), Monza-Brianza (6.908), Bolzano (6.863) e Bologna (6.644). Sul fronte opposto, i contribuenti della Sud Sardegna pagano in media appena 3.619 euro, ben al di sotto della media nazionale di 5.663 euro.

Non sorprende che le aree con maggior gettito siano anche quelle con redditi più elevati: Milano guida la classifica con un reddito medio di 33.604 euro, seguita da Bologna, Monza-Brianza, Lecco, Bolzano, Parma e Roma. In queste zone, l’Irpef più alto è spesso accompagnato da servizi pubblici più efficienti, dai trasporti all’istruzione, passando per sport e cultura.

Nord-Sud, il divario è evidente

Le differenze tra Nord e Sud sono marcate. La prima area meridionale per reddito e prelievo Irpef è la Città Metropolitana di Cagliari, che si posiziona solo 25° per tassazione e 46° per reddito medio tra le 107 province italiane monitorate.

La situazione più critica riguarda la Calabria, dove il 77,7% dei contribuenti (circa 919.000 persone) dichiara un reddito inferiore alla media nazionale di 24.830 euro. In generale, tutte le regioni del Sud e delle Isole presentano percentuali superiori al 70% di contribuenti sotto la media nazionale, rispetto al 65,9% della media italiana.

Quanti sono i contribuenti e come sono distribuiti

In Italia sono oltre 42,5 milioni i contribuenti Irpef: circa 23,8 milioni sono lavoratori dipendenti, 14,5 milioni pensionati, 1,6 milioni lavoratori autonomi e 1,6 milioni percepiscono altri redditi. La maggiore concentrazione si trova a Roma (quasi 3 milioni), seguita da Milano (2,4 milioni), Torino (1,7 milioni) e Napoli (1,65 milioni). La provincia con meno contribuenti è Isernia, con appena 59.000.

La pressione fiscale e le novità 2025

Secondo il Documento di Economia e Finanza 2025, la pressione fiscale in Italia si attesta al 42,7%, in lieve aumento rispetto al 2024. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 ha sostituito la decontribuzione con un sistema di sconti Irpef e “bonus” per i redditi più bassi: una modifica che, se considerata nel calcolo, farebbe scendere la pressione fiscale al 42,5%.

L’aumento della pressione fiscale a partire dal 2023 non è da attribuire a nuove tasse, ma a diverse novità legislative ed economiche, tra cui: incremento della tassazione su tabacchi e alcuni prodotti per l’infanzia; inasprimento della tassazione su cripto-attività; riduzione delle detrazioni per ristrutturazioni e risparmio energetico e modifiche sulle imposte sostitutive per terreni e partecipazioni.

Nonostante ciò, il buon andamento dell’economia e l’aumento delle retribuzioni hanno contribuito a far crescere il gettito Irpef e i contributi previdenziali, soprattutto grazie a rinnovi contrattuali e arretrati nel pubblico impiego.