Emergenza Coronavirus: Anci e UPI Calabria propongono un piano straordinario per le imprese
CATANZARO, 19 MAR 2020 – Ieri, giovedì 18 marzo, si è svolta una videoconferenza stampa tra le autonomie locali calabresi per discutere le misure di sostegno alle imprese colpite dall’emergenza coronavirus. Hanno partecipato il presidente dell’UPI Calabria, Sergio Abramo, il vicepresidente di ANCI Calabria, Francesco Candia, e Antonio De Marco, responsabile dello “Sportello Europa” della Provincia di Catanzaro.
Il decreto “Cura Italia” e i suoi limiti
Il D.L. COVID TER del 16 marzo 2020, noto come Decreto Cura-Italia, prevede alcuni interventi a sostegno delle imprese, tra cui:
- Credito d’imposta del 60% per i canoni di locazione di marzo 2020;
- Credito d’imposta fino a 20.000 euro per spese di sanificazione;
- Cassa integrazione in deroga su richiesta delle Regioni;
- Misure per il credito alle imprese tramite garanzie fideiussorie e fondi di liquidità.
Tuttavia, secondo gli esponenti locali, la dotazione finanziaria di 27 miliardi di euro non è sufficiente per coprire tutte le PMI italiane. Solo il credito d’imposta e la CIG in deroga potrebbero superare tale importo, lasciando fuori molte imprese, soprattutto nel Sud e in Calabria.
“Le misure nazionali, per quanto positive, non potranno essere estese a tutto il territorio nazionale e rischiano di lasciare insoddisfatte le imprese calabresi”, ha dichiarato Abramo.
Proposte per interventi locali straordinari
Per rispondere a questa criticità, UPI e ANCI Calabria propongono una rimodulazione dei fondi europei POR e PAC 2014/2020, destinando risorse a un piano straordinario di sostegno alle imprese.
Gli interventi previsti includono:
- Ripresa della competitività delle PMI: credito d’imposta, rimborso costi aziendali reali per chiusure temporanee o investimenti successivi all’emergenza;
- Mantenimento dell’occupazione: sostegno ai costi contrattuali e rimborsi CIG per i lavoratori coinvolti in processi di crisi aziendale.
Secondo le stime preliminari:
- Circa 50.000 imprese calabresi potrebbero beneficiare degli aiuti, con un fabbisogno di 500 milioni di euro;
- Circa 100.000 lavoratori potrebbero ricevere sostegno tramite FSE, con un costo stimato di 250 milioni di euro.
Strategia e tempistiche
Il piano prevede la costituzione di un tavolo tecnico regionale tra Regione, enti locali e partenariato sociale, con l’obiettivo di:
- Rimodulare il POR e il PAC in tempi brevi;
- Avviare le procedure preliminari entro 2-3 mesi;
- Garantire il coordinamento con la Commissione Europea e l’Agenzia di Coesione;
- Integrare gli interventi locali con le misure del Decreto Cura-Italia.
L’iniziativa sottolinea la priorità assoluta dell’emergenza coronavirus rispetto ad altre programmazioni comunitarie e nazionali, puntando a garantire supporto concreto alle imprese e ai lavoratori calabresi.

















