Cgil-Cisl-Uil: “La manovra del Governo è inadeguata ed è carente” (VIDEO)

A Catanzaro l’unità sindacale riparte dal confronto sul DEF: mancano investimenti, visione strategica e attenzione al Mezzogiorno

CATANZARO, 12 NOV 20218 – L’unità sindacale riparte da una battaglia comune contro il Documento economico e finanziario (DEF) elaborato dal cosiddetto “Governo del cambiamento”. Secondo Cgil, Cisl e Uil, la manovra risulta inadeguata, priva di proposte concrete per lo sviluppo del Paese, per la crescita del Mezzogiorno e per la stabilizzazione degli Lsu/Lpu della Calabria.

La piattaforma unitaria è stata al centro dell’incontro degli attivi sindacali svoltosi nella Casa della Cultura della Provincia di Catanzaro. Alla riunione, presieduta da Raffaele Mammoliti, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, sono intervenuti Francesco Mingrone, segretario generale della Cisl Magna Graecia, e i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil. Le conclusioni sono state affidate ad Antonio Foccillo, segretario nazionale della Uil, esperto di riforma della pubblica amministrazione e contrattazione del pubblico impiego.

Secondo le tre sigle confederali, “la manovra del Governo, pur rappresentando una prima inversione di tendenza, mostra elementi di inadeguatezza”. Mancano una visione strategica del Paese e risorse per gli investimenti, mentre si privilegia la spesa corrente e si preannunciano nuovi tagli. “Le misure introdotte – sostengono i sindacati – non creano lavoro ma rischiano di trasformarsi in politiche di mera assistenza”.

Un punto centrale della piattaforma è la questione meridionale. Per i sindacati, il rilancio del Mezzogiorno richiede una politica economica espansiva, capace di riattivare la produzione e i servizi e di redistribuire la ricchezza, con particolare attenzione ai quasi cinquemila Lsu/Lpu calabresi ancora in attesa di stabilizzazione.

Il segretario della Uil Calabria, Santo Biondo, ha sottolineato che “il DEF trascura il Mezzogiorno: non si possono colmare le distanze dal resto del Paese senza politiche specifiche per il lavoro e la produzione”. Biondo ha ricordato la necessità di dare risposte ai 4.500 lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili che da vent’anni operano nella pubblica amministrazione. “Il Governo – ha aggiunto – deve prevedere nella legge di bilancio deroghe normative che consentano ai Comuni di procedere con le stabilizzazioni”.

Biondo ha anche rilanciato il tema del porto di Gioia Tauro e dei lavoratori forestali, mentre Mammoliti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare le Province e sbloccare la Zona economica speciale (ZES), ferma a causa dei ritardi nella nomina della governance da parte del Governo. “Questo DEF non ha una visione di Paese – ha affermato – né risorse adeguate per una politica di sviluppo sostenibile”.

Per Francesco Mingrone, segretario della Cisl “Magna Graecia”, gli attivi unitari rappresentano “un segnale importante di ritrovata unità sindacale”. Il giudizio sul DEF resta netto: “È inconcludente. Non c’è nulla sulla crescita: servono investimenti per creare lavoro”.

Anche Antonio Foccillo, segretario nazionale Uil, ha evidenziato che la legge di bilancio del Governo giallo-verdenon risponde alle esigenze di crescita e sviluppo”. Mancano politiche per il Sud e per la Pubblica amministrazione, ma anche misure di sostegno all’occupazione giovanile e femminile, defiscalizzazione e nuove infrastrutture per favorire le imprese. “Non serve il reddito di cittadinanza – ha ribadito Foccillo – perché è una misura di assistenza, non di investimento. Le risorse andrebbero destinate alle imprese e alle assunzioni”.

La mobilitazione unitaria proseguirà nei prossimi giorni. Venerdì 16 novembre, a Catanzaro, Cgil, Cisl e Uil torneranno in piazza per chiedere al Governo una manovra più equa, lungimirante e orientata allo sviluppo.