Calabria, segnali di ripresa ma crescita fragile: export e occupazione in aumento

Porto, container, Gioia Tauro
Porto, container, Gioia Tauro

Confartigianato: la Calabria reagisce, cresce l’export ma restano i nodi strutturali

CATANZARO, 13 OTT 2025 – La Calabria mostra segnali di vitalità economica, ma la ripresa resta fragile. È quanto emerge dal 35° report dell’Osservatorio MPI di Confartigianato, dal titolo “Le nuvole dell’incertezza e gli scenari dell’autunno 2025”, che dedica un focus specifico alla regione. Secondo l’analisi, l’economia calabrese resiste meglio della media nazionale in alcuni settori chiave, ma continua a scontare le difficoltà strutturali del Paese e l’instabilità del contesto internazionale.

Export in crescita, trainato da alimentare e metallurgia

Nei primi sei mesi del 2025, le micro e piccole imprese calabresi hanno registrato una crescita dell’export del +9,7%, in netta controtendenza rispetto al calo nazionale del -1,2%. Le esportazioni di prodotti manifatturieri ammontano a 443 milioni di euro, pari allo 0,1% del totale italiano e all’1,4% del Mezzogiorno. A trainare l’espansione sono i prodotti alimentari, i macchinari e la metallurgia, che insieme rappresentano oltre la metà dell’export regionale.

Sul piano geografico, si segnalano performance positive verso i principali partner commerciali: Germania (+7,3%), Stati Uniti (+22%) — oggi primo mercato per il “made in Calabria” — e Cina (+16,1%), grazie alla spinta dei prodotti chimici.

Energia e imprese in Calabria: tra costi alti e rinnovabili

Il caro energia continua a pesare: le imprese artigiane calabresi sostengono un extracosto di 10 milioni di euro rispetto alla media europea. Tuttavia, la regione vanta una copertura del 38% del fabbisogno da fonti rinnovabili, in particolare eoliche, che attenua in parte l’impatto dell’inflazione energetica. Anche il tessuto imprenditoriale mostra segnali di vitalità: al secondo trimestre 2025 si contano 183.507 imprese attive (+0,39%), di cui 31.739 artigiane (+0,36%).

Occupazione in aumento, ma persistono criticità

Il tasso di occupazione resta il più basso d’Italia (46,5%), ma la Calabria è la regione con la crescita occupazionale più forte: +5,1% nei primi sei mesi del 2025, pari a 27mila posti in più. Crescono sia l’occupazione indipendente (+5,3%) che quella dipendente (+4,7%), con la manifattura (+13,5%) a fare da traino. In aumento anche la domanda di lavoro (+6,5%), soprattutto nei servizi alla persona (+44,1%) e nel turismo (+11,2%).

Resta però alta la difficoltà nel reperire manodopera qualificata (44,4%), con punte del 55,4% tra gli operai specializzati. A ciò si aggiunge un forte squilibrio generazionale: per ogni 100 lavoratori under 35 ci sono oltre 70 over 55, mentre nei prossimi 25 anni la popolazione in età lavorativa calerà del 30,1%.

Ascioti: “Serve una strategia di lungo periodo”

Il presidente regionale di Confartigianato, Salvatore Ascioti, sottolinea come la Calabria stia reagendo “con più export, più occupazione e una tenuta del sistema artigiano”, ma invita alla cautela: “La crescita resta fragile e disomogenea. Bisogna investire su formazione, innovazione e impresa diffusa per dare alle micro e piccole imprese calabresi le stesse opportunità del resto del Paese”.