Marrelli Hospital: 200 lavoratori occupano Palazzo Alemanni (VIDEO)

Catanzaro, tensione al Marrelli Hospital: i dipendenti nuovamente protestano

CATANZARO, 5 SETT 2018 – Nuova giornata di mobilitazione per il personale del Marrelli Hospital, che ieri ha deciso di portare la protesta direttamente sotto le sedi istituzionali. Circa duecento dipendenti, provenienti in gran parte da Crotone, hanno occupato Palazzo Alemanni, sede degli uffici del commissario straordinario per il piano di rientro sanitario, Massimo Scura, richiedendo con forza il pagamento delle prestazioni già erogate. A presidiare l’ingresso, la Digos, per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento delle attività.

Secondo quanto riportato dai manifestanti, la protesta nasce da mesi di ritardi nei pagamenti e dalla mancanza di risposte concrete da parte del commissario. «Non chiediamo alcun aumento, vogliamo solo il riconoscimento delle prestazioni già svolte», ha spiegato Roberto Ghidini, uno dei medici coinvolti nella mobilitazione. «Siamo trecento persone e non possiamo permetterci di stare senza lavoro per mesi. La situazione è diventata insostenibile».

Il medico e imprenditore Massimo Marrelli, presente insieme a una delegazione di lavoratori, ha sottolineato come l’iniziativa non nasca da problemi organizzativi interni alla clinica, ma da difficoltà burocratiche imposte dall’amministrazione commissariale. «Abbiamo atteso risposte per due mesi, senza ottenere nulla. La nostra struttura funziona, ma il commissario ci ha messo in difficoltà», ha dichiarato.

La protesta, che ha portato alla temporanea chiusura di tutte le strutture del gruppo, rischia di avere ripercussioni significative sulla comunità locale. I lavoratori hanno infatti ribadito di essere pronti a proseguire la mobilitazione ad oltranza, sottolineando il disagio che questo comporta per i pazienti. «Ci dispiace per chi necessita delle nostre cure – ha affermato Angela Saccomanno, medico della clinica – ma non possiamo più aspettare».

Il Marrelli Hospital rappresenta circa 300 posti di lavoro e la sua attività è considerata cruciale per la salute dei cittadini nella provincia di Catanzaro e Crotone. La tensione resta alta, e la città osserva con preoccupazione gli sviluppi, mentre i dipendenti chiedono a gran voce trasparenza, responsabilità e il rispetto degli impegni presi dall’amministrazione sanitaria.