Scadenze europee a rischio: la Calabria deve accelerare per non perdere i fondi Pnrr
La Corte dei Conti, attraverso la Sezione autonomie, ha pubblicato la Delibera n. 22/Sezaut/2025/Frg, che aggiorna al 28 agosto 2025 lo stato di attuazione del Pnrr negli enti territoriali. Il documento analizza gestione finanziaria, avanzamento della spesa e rendicontazione dei progetti, basandosi sui dati della piattaforma ReGiS e sulle verifiche sul campo effettuate dalle Sezioni regionali.
A livello nazionale, i Comuni guidano la classifica: gestiscono oltre 63 mila progetti, pari a 24,5 miliardi di euro, mentre Regioni e Province autonome si occupano di circa 29 mila interventi, mediamente più costosi. In generale, poco meno del 60% delle risorse complessive è stato impegnato, ma i pagamenti concreti restano sotto il 30%, toccando il 32% se si considerano solo i fondi Pnrr.
L’analisi della Corte evidenzia un ritmo diverso a seconda del tipo di progetto. I lavori pubblici, che rappresentano la fetta più consistente degli investimenti, mostrano progressi più lenti a causa della complessità esecutiva. I servizi, i contributi e l’acquisto di beni registrano invece percentuali di utilizzo più elevate, fino al 45%. La maggior parte dei progetti (circa il 75%) si trova in fase di esecuzione, mentre il 24% è in collaudo o verifica finale.
In Calabria la situazione presenta contrasti. Se da un lato molti progetti sono stati avviati, dall’altro la spesa effettiva e la rendicontazione rimangono indietro. Il rischio è che una massa di pagamenti venga concentrata nell’ultimo anno utile, con la prospettiva di non rispettare le scadenze europee. La Corte sottolinea come la carenza di personale tecnico qualificato nei comuni rallenti procedure di gara e monitoraggio dei cantieri. Particolare attenzione è dedicata alla Sanità e all’Istruzione: ritardi negli appalti integrati e aumento dei costi delle materie prime richiedono correzioni immediate.
Il messaggio della Corte è chiaro: serve un controllo più rigoroso e trasparente. La Calabria deve accelerare, altrimenti rischia di perdere una occasione storica per ridurre il divario con il resto del Paese.


















