Restanza, giovani e imprese al centro del Rapporto Confartigianato 2025: numeri, criticità e potenzialità di una Calabria che prova a costruire il proprio futuro
La restanza diventa la lente attraverso cui leggere il futuro dei giovani e delle imprese in Calabria. Restare non come ripiego, ma come scelta consapevole di costruzione economica e sociale: è questo il filo conduttore emerso dall’iniziativa “Restanza: il futuro che scegliamo”, promossa da Confartigianato Giovani Impresa Calabria e ospitata a Catanzaro, durante la quale è stato presentato il Rapporto Giovani Impresa Calabria 2025.
Il quadro che emerge dai dati è articolato e per certi versi contraddittorio. La Calabria occupa il 18° posto su 20 regioni nel Confartigianato Youth-Friendly Index 2025, l’indicatore che misura quanto un territorio sia realmente favorevole alle nuove generazioni in termini di lavoro e impresa. A pesare sono fattori strutturali noti: bassa occupazione giovanile, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture carenti e una continua emorragia di capitale umano.
Accanto alle criticità, però, il rapporto evidenzia anche segnali di resilienza imprenditoriale. In regione sono attive 18.037 imprese guidate da under 35, pari al 9,8% del totale, un dato superiore alla media nazionale. Ancora più significativo il ruolo dell’artigianato, che conta 3.412 imprese giovanili, il 10,7% del comparto, confermandosi uno dei principali spazi di iniziativa per chi sceglie di investire sul territorio.
Il mercato del lavoro resta il nodo più fragile. Il tasso di occupazione giovanile si ferma al 33,3%, ben al di sotto della media italiana, mentre oltre il 57% dei giovani tra i 15 e i 34 anni risulta inattivo. Un dato che convive con una difficoltà opposta: le imprese faticano a trovare personale qualificato, con oltre 3.000 profili professionali considerati di difficile reperimento, soprattutto nei settori tecnici e artigiani.
Questa doppia dinamica incide sull’Indice Youth-Friendly: la Calabria scende nelle classifiche legate a occupazione e capitale umano, ma risale fino al 6° posto nazionale quando si guarda alla struttura produttiva, grazie alla diffusione di imprese under 35 e alla vivacità imprenditoriale. Restano invece marcate le difficoltà sul fronte delle competenze, in particolare digitali, e dell’attrattività per i giovani laureati.
Un ruolo cruciale lo giocano anche le aree interne, che rappresentano l’81% dei comuni calabresi e ospitano oltre metà della popolazione. Qui l’impresa artigiana continua a essere un presidio economico e sociale, spesso l’unico argine allo spopolamento. Ma pesa il tema del ricambio generazionale: circa il 30% delle imprese artigiane mostra criticità legate all’età degli imprenditori, con un rapporto tra over 55 e under 35 superiore a 1,5 a 1.
Secondo Confartigianato Imprese Calabria, i dati dimostrano che ai giovani non mancano idee, competenze e spirito di iniziativa. Ciò che spesso manca è un contesto capace di sostenerli davvero: credito accessibile, formazione mirata, meno burocrazia e servizi adeguati. Solo così la restanza potrà trasformarsi da scelta individuale coraggiosa a strategia collettiva di sviluppo.















