Sacal: protestano i lavoratori stagionali (VIDEO)

Stagionali Sacal in piazza: catene ai cancelli e spiragli di dialogo

LAMEZIA TERME (CZ), 15 GEN 2019 – Da questa mattina davanti all’aeroporto di Lamezia Terme si registra una nuova mobilitazione dei lavoratori precari e stagionali della Sacal, sostenuti dal sindacato Confintesa. La protesta, che prosegue ormai da settimane, nasce dalla richiesta di avviare un percorso chiaro e definitivo di stabilizzazione per chi, da anni, garantisce la piena operatività dello scalo calabrese nei periodi di maggiore affluenza.

I manifestanti sottolineano che molti lavoratori stagionali avrebbero già maturato i requisiti per la stabilizzazione e denunciano che tali diritti rischierebbero di essere compromessi dalla scelta della società di prorogare contratti e affidare incarichi attraverso un’agenzia interinale. Una decisione giudicata “ingiusta e penalizzante”, soprattutto per chi ha accumulato esperienza sul campo.

«Riteniamo – ha dichiarato Mimmo Gianturco, rappresentante di Confintesa – che Sacal debba contrattualizzare i lavoratori stagionali, selezionandoli sulla base dell’anzianità di servizio e attivando contestualmente la procedura di stabilizzazione». Nella mattinata di venerdì, in un gesto simbolico ma dal forte valore mediatico, alcuni dipendenti si sono incatenati ai cancelli della società, ribadendo la volontà di andare avanti fino a risposte concrete.

Un primo spiraglio di dialogo, tuttavia, sembra aprirsi. Grazie alla richiesta di CISL e CGIL e all’impegno dei consiglieri del cda Sacal, il tavolo delle trattative è stato riattivato. I vertici aziendali si sono impegnati a fornire risposte definitive entro la fine di gennaio, coinvolgendo ufficialmente il consiglio di amministrazione e auspicando che anche le sigle UIL e UGL partecipino al confronto.

Nonostante la tensione, tra i lavoratori si registra un cauto ottimismo. «Aspettiamo i fatti – spiegano – ma adesso ci sentiamo più fiduciosi». La vertenza resta aperta, con la speranza che le promesse si traducano finalmente in un futuro stabile per centinaia di famiglie calabresi.