Il 9 gennaio sciopero dei dipendenti dei servizi Enel e sit-in a Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza: a rischio occupazione, territorialità e diritti nel customer care
Lo sciopero dei lavoratori dei servizi Enel del 9 gennaio accende i riflettori su una vertenza che riguarda direttamente lavoro, diritti e futuro occupazionale in Calabria. A lanciare l’allarme è la Slc Cgil Calabria, che denuncia gli effetti dei cambi d’appalto nel settore del customer care, ritenuti una minaccia concreta alla continuità lavorativa di centinaia di addetti.
Secondo il sindacato, in Calabria sono circa mille i lavoratori coinvolti dai nuovi appalti Enel, con il rischio di trasferimenti forzati in altre città o addirittura fuori regione. Una prospettiva che colpisce un tessuto occupazionale già fragile e che, per la Slc Cgil, configura una vera e propria emergenza sociale.
Per questo motivo, insieme a Fistel Cisl e Uilcom Uil, è stato proclamato lo sciopero nazionale di tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nelle attività di customer care di Enel, E-distribuzione ed Enel X. In Calabria la mobilitazione sarà accompagnata da sit-in di protesta a partire dalle 10:30: a Catanzaro davanti alla sede Enel di via della Lacina, a Reggio Calabria in Contrada Gagliardi – località Arangea, e a Cosenza in via Fratelli Francesco e Vincenzo Sprovieri.
Al centro della protesta c’è il rispetto della clausola sociale e del principio di territorialità, sanciti dalla Legge 11/2016 e rafforzati dal Contratto collettivo nazionale delle Telecomunicazioni. Norme che, negli ultimi dieci anni, hanno garantito la continuità occupazionale in centinaia di cambi d’appalto e che oggi, secondo il sindacato, vengono messe in discussione dai nuovi bandi di gara.
A livello nazionale, sono circa 7.000 i lavoratori impiegati in appalto da una decina di aziende che gestiscono l’assistenza clienti Enel in numerose città italiane, da Torino a Catania, passando anche per Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. Addetti che rappresentano da anni la voce dell’azienda verso i cittadini e che ora temono di pagare il prezzo di scelte organizzative e tecnologiche.
La Slc Cgil Calabria sottolinea come il settore sia composto in larga parte da donne e da contratti part-time involontari, spesso al 50%, una condizione che rende i possibili spostamenti equivalenti a licenziamenti di fatto. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di scaricare sui lavoratori gli effetti dell’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle nuove strategie industriali.


















