Tirocinanti in protesta alla Cittadella Regionale: “Chiediamo tempi certi o torneremo a manifestare”
CATANZARO, 13 GIU 2018 – Mattinata di tensione ma anche di grande determinazione davanti alla Cittadella Regionale, dove un gruppo di ex tirocinanti ha organizzato un sit-in per chiedere risposte immediate sul futuro del nuovo percorso formativo previsto per il 2024.
Al centro della protesta c’è l’avvio del nuovo tirocinio destinato a migliaia di lavoratori, un programma che dovrebbe coinvolgere – secondo le stime – circa 5.000 persone, in attesa però di certezze operative.
“Vogliamo sapere quando inizierà il tirocinio”
A prendere la parola è stata la portavoce dei tirocinanti, che ha espresso senza giri di parole il malcontento diffuso:
«Chiediamo tempi certi per l’inizio del nuovo tirocinio che ci vedrà impegnati presso enti pubblici e privati. Ad oggi non c’è ancora un allineamento tra quanto sostiene l’INPS, in merito alle risorse disponibili, e quanto invece afferma la Regione. Non sappiamo dove sia il problema, ma chiediamo che venga risolto nel più breve tempo possibile».
Richiesto un tavolo tecnico con Regione, sindacati e INPS
I lavoratori hanno chiesto ufficialmente l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga tutti gli attori: tirocinanti, sindacati, assessorato competente, Regione Calabria e rappresentanti dell’INPS nazionale.
Obiettivo: chiarire i nodi burocratici e finanziari che stanno rallentando la procedura.
“Il tirocinio non può essere l’unica soluzione. Serve lavoro stabile”
Oltre alla richiesta di avvio del percorso, i manifestanti hanno voluto sottolineare un tema più ampio e strutturale: la precarietà.
«Il tirocinio non può essere una soluzione definitiva – spiega la portavoce –. Chiediamo la possibilità di accedere a un’occupazione stabile, perché migliaia di persone vivono da anni in una condizione di incertezza continua».
Pronti a nuove proteste
Il gruppo ha poi lanciato un avvertimento: se non arriveranno risposte chiare e immediate, saranno costretti a riprendere le iniziative di protesta.
«Se i tempi non saranno brevi – affermano – informeremo anche le prefetture e torneremo a manifestare, sperando di non dover ricorrere a gesti eclatanti».
La manifestazione si è conclusa in modo pacifico, ma il messaggio dei tirocinanti è arrivato forte e chiaro: serve una soluzione rapida, prima che il malcontento si trasformi in una nuova ondata di mobilitazioni.
















