Evento promosso, comunicazione bocciata: le falle dell’ufficio stampa Rai
L’EDITORIALE – Il nostro giudizio sull’evento appena concluso è sicuramente positivo. Lo spettacolo, l’organizzazione artistica e l’impatto sull’immagine del territorio meritano un approfondimento a parte, che arriverà nei prossimi giorni. Ottima la scenografia, capace di valorizzare il palco e il contesto urbano; convincente e misurata la conduzione di Marco Liorni, sempre puntuale e professionale; impeccabile la regia e il lavoro degli operatori Rai, che hanno garantito una resa televisiva di altissimo livello, valorizzando ogni momento della serata.
Questo articolo, invece, vuole soffermarsi su una nota dolente: la gestione della comunicazione e dell’ufficio stampa, un aspetto che – soprattutto per un’azienda come la Rai – dovrebbe rappresentare un modello, non un punto debole.
Siamo nell’era digitale, quella in cui le informazioni viaggiano in tempo reale, in modo chiaro, tracciabile ed efficace. Comunicare non è più un’opzione, ma una funzione essenziale. Eppure, ancora una volta, l’ufficio stampa Rai sembra muoversi in direzione opposta.
Pochissima comunicazione, nessun comunicato stampa pre-evento, nessun follow-up post-evento. Una gestione che stona se si pensa che persino le sagre di paese, oggi, prevedono briefing, indicazioni operative e contatti chiari per la stampa.
Come testata abbiamo seguito l’iter che siamo riusciti a ricostruire grazie al confronto con alcuni colleghi e abbiamo inviato regolare richiesta all’indirizzo indicato, iniziative@rai.it. Al di là di una singola mail, però, non ci è parso che l’ufficio stampa fosse realmente organizzato per gestire l’afflusso dei giornalisti.
La disavventura di Calabria Magnifica per accedere all’area stampa
Raccontiamo quanto accaduto per accedere all’area del palco dell’Area Teti di Catanzaro, non per spirito di polemica fine a sé stessa, ma perché riteniamo che episodi simili evidenzino falle organizzative che non dovrebbero verificarsi.
La mattina del 31 dicembre – già piuttosto tardi – riceviamo una mail che riportiamo integralmente: “Cari colleghi, per la diretta del 31 dicembre avrete a disposizione un palchetto lato via Enrico Aristippo, e sulla stessa via si trova anche il varco di accesso presidiato da forze di polizia e guardie giurate. L’ingresso avverrà tramite elenco nominale per cui è necessario essere muniti di documento di riconoscimento.
L’ingresso sarà consentito a partire dalle 17.30 ed essendo prevista una grande affluenza si consiglia arrivo in anticipo rispetto a inizio diretta.
Buon ‘Anno che Verrà’ a tutti.”
Nella mail non viene mai specificato se sia necessario stampare il messaggio, esibirlo al varco o se esista un pass fisico. Si lascia intendere che esista un elenco nominale già disponibile ai controlli e che sia sufficiente un documento di riconoscimento.
Peccato che la realtà si sia rivelata ben diversa.
Arrivo nel quartiere Lido dal lato Soverato, provenendo da Viale Crotone, dove ha sede la nostra redazione. Primo problema: via Enrico Aristippo si trova esattamente dal lato opposto dell’area del concerto. La domanda, a questo punto, è semplice: come può un giornalista attraversare l’area senza un pass?
Con un po’ di astuzia giornalistica riesco a superare il primo controllo. Al secondo, però, iniziano i problemi: mi viene negato il passaggio e mi viene detto che serve un pass giornalisti, da ritirare presso una scuola situata poco distante. Mi chiedono copia della mail. Purtroppo non l’avevo con me, avendo cambiato telefono pochi giorni prima e non riuscendo ad accedere alla posta.
Nel frattempo emerge un altro problema: gli addetti ai controlli non sono adeguatamente informati sulle modalità di accesso della stampa. Alcuni sostengono che tutti i giornalisti debbano passare dalla scuola, altri non sanno indicare dove si trovi via Enrico Aristippo.
Dopo vari tentativi, tre varchi, indicazioni contraddittorie e un continuo rimpallo di responsabilità, riesco finalmente a recuperare la mail grazie a una collaboratrice. Ma anche mostrando il messaggio, la risposta è sempre la stessa: “questa mail non è valida”.
Risultato? Dopo circa un’ora, dalle 16.50 alle 17.50, riesco ad accedere all’area senza pass, un fatto che apre un secondo e ben più serio problema: la sicurezza.
Comunicazione carente, sicurezza a rischio
Una volta dentro, grazie al collega e amico Manuel Soluri, scopro che in realtà serve un braccialetto, da ritirare in un punto situato nei pressi dell’Hotel Perla del Porto. Informazione che nessuno aveva comunicato prima.
Arrivato al palchetto stampa, sorgono ulteriori perplessità: nessun tavolino, nessuna presa di corrente, nessuno comunicazione adeguata per lavorare o per realizzare interviste. Eppure avevamo scritto in anticipo chiedendo informazioni operative, senza ricevere risposta: “Il palchetto è al coperto? È possibile realizzare interviste? Vanno concordate? È previsto un box per lavorare al PC?”
Silenzio.
Ed è qui che nasce il vero disappunto: è possibile che la prima azienda pubblica italiana, la Rai, cada su un aspetto così fondamentale come la comunicazione?
Da questa falla organizzativa se ne apre un’altra, ancora più grave: com’è possibile che una persona con una borsa e uno zaino riesca ad arrivare sotto il palco senza pass, senza controlli, senza verifica dei documenti o del contenuto delle borse? Un cartello, un percorso segnalato per gli accrediti, una gestione più chiara degli accessi avrebbero evitato tutto questo.
È mai possibile che nessuno si sia posto il problema che un giornalista potesse arrivare dal lato opposto dell’area, come nel caso di chi proviene da Viale Crotone?
Un problema che non è nuovo
Purtroppo non è la prima volta. Anche lo scorso anno, a Crotone, avevamo scritto senza ricevere risposta. In quell’occasione seguimmo l’evento della concorrenza… da casa. Com’è andata a finire? Che ho cambiato programma e sono andato a raggiungere i miei familiari, seguendo il festival davanti a un ottimo piatto di soffritto. Un’esperienza indimenticabile. Anche quella gastronomica.
Concludiamo ribadendo un concetto chiave: l’evento merita, la comunicazione no.
E se davvero si vuole crescere, migliorare e fare sistema con l’informazione, certe criticità vanno affrontate, non ignorate. (LEGGI
Per il futuro, nel dubbio, mi prenoto sin d’ora per il Capodanno Mediaset.
ARTICOLO CORRELATO PUBBLICATO IL 29 DICEMBRE 2023: Rai 1 a Crotone: il labirinto degli indirizzi, la critica di Calabria Magnifica


















