Il tema non è il Pride, né i diritti che rappresenta. Il tema è un altro: quali sono oggi le vere priorità di Catanzaro e come vengono impiegate le risorse pubbliche.
L’EDITORIALE – Scrivo queste righe con il massimo rispetto nei confronti della comunità LGBTQIA+. Non ho nulla contro chi, legittimamente, sceglie di manifestare per affermare la propria identità, i propri diritti e la propria dignità. In uno Stato democratico, tutto questo deve essere garantito.
Ma proprio perché questo è un editoriale, sento il dovere di porre una domanda che riguarda esclusivamente la politica e il governo della città.
Per il Catanzaro Pride le risorse si sono trovate.
Il Comune ha deciso di sostenere economicamente una manifestazione che il sindaco Nicola Fiorita ha definito una scelta fortemente voluta dall’intera amministrazione. È una decisione politica, e come tale è giusto che venga discussa.
Quello che mi chiedo, però, è se questa fosse davvero la priorità di Catanzaro.
Ogni giorno percorro le strade della città, raccolgo le segnalazioni dei cittadini e ascolto commercianti, imprenditori e famiglie. La fotografia che emerge è sempre la stessa: Catanzaro continua a fare i conti con strade dissestate, manutenzione carente, degrado urbano e un lungomare che potrebbe essere il motore turistico della città ma che, troppo spesso, appare trascurato.
E allora la domanda nasce spontanea.
Se per questa manifestazione le risorse sono state reperite, perché la stessa determinazione non si vede quando si tratta di risolvere problemi che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini?
Non è una provocazione. È una richiesta di chiarezza.
Nel frattempo basta osservare cosa accade in altre realtà calabresi. Il lungomare di Reggio Calabria, in queste settimane, è pieno di persone, eventi e iniziative capaci di generare economia e vitalità. Catanzaro, invece, continua a rincorrere un’identità turistica che ancora fatica ad affermarsi.
Il punto, quindi, non è il Pride.
Il punto sono le priorità.
I diritti civili meritano rispetto e tutela. Su questo non dovrebbe esserci alcuna discussione. Ma meritano rispetto anche i cittadini che ogni giorno chiedono una città più pulita, più sicura, meglio organizzata e più attrattiva.
Come editore di Calabria Magnifica, sento il dovere di rappresentare anche questa parte della città. Quella che non chiede privilegi, ma amministrazione. Quella che non si divide sui diritti delle persone, ma si interroga sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Quella che vorrebbe vedere la stessa rapidità, la stessa attenzione e la stessa convinzione impiegate per rilanciare il territorio, sostenere il commercio, valorizzare il turismo e restituire decoro ai quartieri.
Ed è proprio per questo che ogni scelta pubblica dovrebbe essere valutata con una domanda molto semplice: sta migliorando davvero la vita dei cittadini?
È questa, oggi, la domanda che rivolgo all’Amministrazione comunale. Non contro qualcuno, ma nell’interesse di tutti i catanzaresi.
















