La mia grinta dopo trent’anni di impresa

Grinta Mattress, Luigi Mussari, selfie time
Grinta Mattress, Luigi Mussari, selfie time

Progetti, sogni e programmi spesso seguono una strada. Poi la vita cambia le carte in tavola. E proprio in quei momenti si scopre la forza di rialzarsi e ripartire.

L’EDITORIALE – Ci sono momenti in cui ti rendi conto che la vita non segue i percorsi che avevi immaginato. La programmi in un modo, costruisci casa e progetti, immagini un cammino preciso. Poi, all’improvviso, nel giro di un mese, le cose prendono direzioni diverse. Succede a tutti. Perché la vita, in fondo, non è mai una linea retta.

Io sono Luigi Mussari, editore di Calabria Magnifica. Da anni racconto questa terra straordinaria, fatta di bellezza, storia e contraddizioni. Ho iniziato a farlo anni fa attraverso Radio Catanzaro Centro, e oggi continuo questo racconto con Calabria Magnifica. Raccontare la Calabria significa anche crederci, perché chi vive e lavora qui sa bene che spesso le strade non sono facili. Ma proprio per questo ogni progetto costruito con passione ha un valore ancora più grande.

La mia vita, però, non è fatta solo di editoria. È fatta anche di impresa. Nel 1993 è nato un progetto che porto avanti da oltre trent’anni: Grinta Mattress. Non è solo un nome commerciale. È un modo di affrontare il lavoro e la vita. Fare impresa significa credere nelle proprie idee, attraversare momenti difficili e continuare a guardare avanti anche quando il percorso si fa più complesso.

In questi decenni sono cambiate tante cose: il mercato, l’economia, il modo di lavorare. Chi fa impresa sa bene che ci sono anni più semplici e anni più difficili. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che la costanza e la determinazione restano le basi di qualsiasi progetto duraturo.

Lo scorso anno ho festeggiato 60 anni. Non sono più un ragazzo, è vero. Ma dentro sento ancora una grinta da vendere, una voglia di fare che forse farebbe invidia anche a un ventenne. Perché l’età, alla fine, conta meno dell’energia con cui si decide di affrontare la vita e dei sogni che si continua a coltivare.

Accanto all’imprenditore e all’editore, però, c’è anche la persona. E la vita personale, come quella di tanti, non sempre scorre senza ostacoli. In questo periodo sto attraversando una fase delicata: è in corso una separazione che troverà la sua definizione con l’arrivo della primavera.

Ho scelto di parlarne con discrezione e rispetto, non per cercare comprensione o per raccontare vicende private, ma perché credo che anche queste esperienze possano avere un valore umano ed educativo. Nella vita possono arrivare momenti difficili, cambiamenti che non avevamo previsto, situazioni che obbligano a rimettere tutto in discussione.

L’importante, però, è non colpevolizzare nessuno. E soprattutto non colpevolizzare sé stessi. La vita è fatta di scelte, di percorsi che a volte si incontrano e a volte si separano. Fa parte del cammino umano.

Quello che conta davvero è non perdere la propria dignità, il rispetto reciproco e la capacità di guardare avanti. Perché ogni passaggio, anche quello più complesso, può diventare un momento di crescita.

Forse proprio qui sta una delle lezioni più importanti della vita: non smettere mai di mettersi in gioco. Continuare a costruire, a lavorare, a credere nelle proprie idee. Nonostante tutto.

Chi fa impresa lo sa bene. Ci sono momenti in cui tutto sembra andare nella direzione giusta e altri in cui bisogna stringere i denti e ripartire. Ma è proprio lì che si misura il carattere di una persona.

Ed è un messaggio che mi piace condividere anche con i più giovani: non esistono vite perfette e non esistono percorsi senza ostacoli. Ma esiste sempre la possibilità di affrontare ogni fase con responsabilità, con dignità e con quella determinazione che permette di costruire qualcosa nel tempo.

Alla fine, forse, tutto si può riassumere con una frase che il grande Vasco Rossi ha reso celebre e che sembra raccontare bene anche lo spirito con cui bisogna affrontare la vita: “Siamo ancora qua.”

Con i nostri progetti, con le nostre idee, con la voglia di continuare a credere nel futuro.

E soprattutto con quella parola che non è soltanto il nome di un progetto imprenditoriale, ma un vero atteggiamento verso la vita.

Grinta.