Sessant’anni di musica: la storia dei Pooh è anche la nostra

Pooh, La nostra storia
Pooh, La nostra storia

La loro storia è anche la nostra: sessant’anni di musica e di vita con i Pooh

L’EDITORIALE – Ci sono canzoni che non si limitano a entrare nelle orecchie: entrano nella vita. E per me, per tutti noi, i Pooh sono stati proprio questo. Compagni di viaggio di un’esistenza scandita dalle note, dalla radio, dai momenti di gioia e di malinconia, dai ricordi che riaffiorano appena parte un accordo di chitarra o un arpeggio di piano.

Quando ho letto della loro prossima tournée, “POOH 60 – La nostra storia”, ho sentito un brivido. Non è solo un tour: è una festa lunga sei decenni, un anniversario che diventa anche il nostro. Ho avuto il privilegio di intervistarli in radio, di accompagnarli attraverso le mie trasmissioni, di incastrare un loro brano qui e là negli anni ‘80. Ogni canzone mi ricorda qualcosa di preciso: una stagione, una città, un’emozione. Eppure, ogni volta che li ascolto, anche oggi, è come se fossero lì accanto a me.

Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli hanno attraversato generazioni. Sessant’anni di musica, milioni di dischi venduti, eppure la loro energia rimane instancabile. Il tour, con 14 concerti nei principali palasport italiani e scalette diverse per ogni città, è un viaggio nella memoria collettiva: dalle “date zero” a Bergamo il 25 e 26 settembre, passando per Firenze, Torino, Roma, Milano, Eboli e Bari, fino a coinvolgere tutti noi che li abbiamo amati da sempre.

Ogni loro brano è un tassello della nostra storia: da “Piccola Katy” a “Pensiero”, da “Chi fermerà la musica” a “Uomini soli”, canzoni che hanno definito il pop italiano e che ancora oggi ci fanno battere il cuore. E mentre Roby racconta con umiltà che nel ’66 non avrebbero mai immaginato di arrivare al sessantennale, Dodi sottolinea che il sottotitolo del tour, “La nostra storia”, parla di amicizia, di condivisione, di momenti belli e di quelli tristi, di un legame con il pubblico che va ben oltre la musica.

Questo tour è anche un omaggio a chi non c’è più, ma che ha lasciato un segno indelebile nella loro storia e nella nostra: Valerio Negrini, poeta, batterista e paroliere di molti successi indimenticabili, e Stefano D’Orazio, batterista e voce dei Pooh, scomparso troppo presto, ma eterno nelle note e nel cuore di chi li ama.

Red definisce questo tour una vera festa di compleanno collettiva, e Riccardo ricorda l’emozione della reunion del 2016, “un’esperienza devastante” – eppure incredibilmente bella – che dimostra quanto la musica possa creare amicizie durature e ricordi indelebili.

Per chi, come me, li ha seguiti sin dall’inizio, ogni nota dei Pooh è un ponte tra passato e presente, un filo che unisce emozioni personali e collettive. La loro storia è anche la nostra storia. Non è solo nostalgia: è gratitudine, è gioia di essere testimoni di una storia che continua, che cresce, che non smette mai di sorprendere.

Quando i Pooh torneranno sul palco nel 2026, non andremo semplicemente a un concerto. Andremo a celebrare la nostra storia, insieme a loro, insieme a chi ci ha lasciato ma continua a vivere nelle loro canzoni

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Pooh in concerto, fan dei Pooh
Pooh in concerto, fan dei Pooh