Arrivano i Giorni della Merla: cosa cucinare per combattere il freddo

giorni della merla
giorni della merla

Un noto proverbio riferito a questo periodo dell’anno dice: se i Giorni della Merla sono freddi, la primavera sarà bella e mite; se sono caldi, invece, la primavera arriverà tardi e sarà rigida.

I giorni della merla 2026 sono, come da tradizione, il 29, 30 e 31 gennaio.

Questi giorni sono popolarmente considerati i più freddi dell’anno, portando con sé antiche leggende e previsioni per la primavera.

Si narra che una merla, originariamente bianca, si rifugiò in un comignolo per sfuggire al gelo di gennaio. Dopo tre giorni uscì coperta di fuliggine, diventando nera insieme a tutta la sua specie.

Per quest’anno, le testate meteorologiche e di cronaca segnalano l’arrivo del freddo proprio in corrispondenza di queste date, confermando in parte la credenza popolare. 

Tradizioni culinarie dei giorni della merla

Per i giorni della merla, considerati i più freddi dell’anno, la tradizione culinaria italiana punta su piatti caldi e nutrienti per combattere il gelo.

In Lombardia: Il piatto simbolo è la cassoeula, uno stufato robusto a base di verza e tagli poveri del maiale. A Lodi e dintorni è comune la polenta con i ciccioli.

In Piemonte: È il momento della bagna cauda, la salsa calda a base di aglio, olio e acciughe servita con verdure di stagione.

In Emilia-Romagna: Nel mantovano (storicamente legato alla cultura padana) si consuma il sorbir di trippe (li trépi), una zuppa di trippa calda e corroborante.

Oltre alle varianti regionali, le tavole italiane durante questi giorni si riempiono di altre preparazioni. Abbiamo la polenta accompagnata da formaggi locali come il Castelmagno o condita con sughi di carne. Oppure zuppe e minestre. Minestroni di verdure invernali, zuppa di legumi e la classica pasta e fagioli. Stufati e Brasati, cioè carni a cottura lenta che diffondono calore in tutta la casa. 

Tradizioni gastronomiche in Calabria

In Calabria, i giorni della merla non sono legati a un singolo piatto rituale esclusivo, ma la tradizione contadina impone pietanze calde, saporite e sostanziose per combattere il freddo intenso di fine mese. 

  • Lagane e ciciari: Pasta fresca (lagane) servita con ceci lessati, spesso insaporiti con aglio, alloro e un tocco di lardo che crea una cremina avvolgente.
  • Tagliarini con i fagioli: Una minestra densa e corroborante dove la pasta viene cotta direttamente nel brodo dei legumi.
  • Minestra di fagiolini piattoni: Tipica delle case di campagna, viene arricchita con peperone rosso in polvere, olio nuovo e scorze di formaggio per dare energia. 
  • Maccheroni al ferretto con carne suina: La pasta fresca abbinata al maiale è un classico dei periodi invernali e pre-carnevaleschi.
  • Baccalà o Stoccafisso: Spesso preparato con i peperoni cruschi o “a ghiotta”, piatti che garantiscono un alto apporto calorico e sapori decisi.