Il Cammino del Pane mette in dialogo Calabria e Basilicata a Matera, trasformando il pane in strumento di comunità, sviluppo territoriale e visione condivisa del futuro
Non un semplice evento, ma un processo culturale e sociale capace di intrecciare territori, persone e prospettive: Il Cammino del Pane ha fatto tappa a Matera, diventando spazio di confronto tra Calabria e Basilicata e laboratorio vivo di comunità, sviluppo e futuro.
Il 6 dicembre, tra Palazzo Malvinni Malvezzi e Palazzo Viceconte, la città dei Sassi si è trasformata in un luogo di ascolto e relazione, dove il pane, simbolo universale e primordiale, ha guidato riflessioni su identità, filiere agricole, turismo lento e rigenerazione dei territori. Un racconto collettivo che ha attraversato il Mediterraneo e guardato oltre i confini regionali.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali di S.E. Mons. Benoni Ambarus, vescovo di Matera-Irsina e Tricarico, del presidente della Provincia Francesco Mancini e dell’assessore comunale Giuliano Paterino, seguiti dall’inaugurazione della mostra “Del mare e della terra faremo pane” e dalla presentazione della Rete delle Città del Pane e del Grano. Un primo momento che ha posto al centro il pane come patrimonio identitario e risorsa strategica.
Il confronto è poi entrato nel vivo con studiosi, associazioni e operatori culturali che hanno discusso di filiera cerealicola, tutela dei saperi e ruolo attivo delle comunità locali, sottolineando come il pane possa diventare chiave di lettura per nuovi modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Nel pomeriggio, il dialogo si è fatto progetto con il panel “Calabria e Basilicata: il dialogo che diventa progetto”, un tavolo interregionale che ha coinvolto Gal, istituzioni e realtà associative dei due territori. Un momento concreto, orientato alla costruzione di un modello condiviso, capace di connettere agricoltura, cammini rurali e turismo esperienziale.
Dai contributi è emersa una visione chiara: il Cammino del Pane come infrastruttura culturale, capace di generare relazioni, contrastare lo spopolamento e restituire centralità alle aree interne. Un percorso destinato ad allargarsi ad altri territori italiani e, nel tempo, anche oltre i confini nazionali.
A fare da filo conduttore, le parole di Papa Francesco, più volte richiamate durante la giornata: «La felicità è un pane che non si mangia da soli». Una frase diventata bussola morale dell’intero progetto.
«Calabria e Basilicata hanno avviato un percorso che parla di pane ma soprattutto di futuro – ha dichiarato Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee –. Da Matera rilanciamo la proposta di candidare la Locride Capitale del Cammino del Pane 2027, dopo un cammino iniziato quattro anni fa».
Una candidatura che si intreccia con l’ipotesi di Matera Capitale del Cammino del Pane 2026, in concomitanza con le celebrazioni di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo.
«Le strategie di sviluppo oggi parlano di panturismo – ha spiegato Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee –: il pane diventa lente narrativa e itinerario, per un turismo più umano, lento ed essenziale».
A chiudere, le parole di Antonio Blandi, ideatore del Cammino del Pane: «Il pane apre un dialogo profondo su diritti, felicità e territori che non vogliono arrendersi. Il Cammino del Pane continua, perché lo sviluppo vero si misura nelle relazioni, proprio come il pane».

















