Tra freddo, terra e quotidianità: le lagane e cicciari è una ricetta antica che nasce dalla cucina contadina e attraversa l’inverno calabrese, scaldando le case e tenendo insieme semplicità, memoria e sostanza
In Calabria, quando arriva dicembre e le giornate si accorciano, la cucina cambia ritmo. Spariscono le preparazioni leggere e tornano i piatti che scaldano, che riempiono la casa di vapore e silenzio. Tra questi, le lagane e cicciari occupano un posto speciale: non sono un piatto delle feste, ma un caposaldo dell’inverno.
Le lagane sono una delle forme di pasta più antiche del Mediterraneo: larghe, irregolari, fatte a mano. I ceci – i cicciari – portano proteine, sostanza, memoria contadina. Insieme raccontano una cucina povera, ma completa, nata per sostenere il corpo nei mesi duri.
Gli ingredienti delle lagane e cicciari
- Ceci secchi
- Farina di grano duro
- Acqua
- Aglio
- Olio extravergine d’oliva
- Peperoncino
- Alloro o rosmarino (facoltativi)
- Sale
La ricetta tradizionale
I ceci vengono messi in ammollo per una notte e poi cotti lentamente in acqua con una foglia di alloro. Nel frattempo si prepara l’impasto delle lagane con farina e acqua, lavorato a mano e steso in una sfoglia spessa, poi tagliata a strisce larghe e irregolari.
In una pentola si fa rosolare dolcemente l’aglio nell’olio extravergine d’oliva, con una punta di peperoncino. Si aggiungono i ceci con parte della loro acqua di cottura. Le lagane vengono calate direttamente nel condimento e cotte insieme ai legumi, così da assorbire tutto il sapore.
Il risultato è un piatto cremoso, avvolgente, mai asciutto, che si mangia caldo e lentamente.
Un piatto che tiene insieme
Le lagane e cicciari non cercano spettacolo. Sono il cibo dei giorni freddi, delle tavole familiari, delle case chiuse per l’inverno. Un piatto che non celebra, ma resiste.
In Calabria dicembre ha questo sapore: semplice, profondo, essenziale.


















