A “Sol and the City Sud” l’olio della Locride si afferma come simbolo di qualità, cultura e crescita territoriale grazie al ruolo attivo del Gal Terre Locridee
L’olio della Locride come motore di sviluppo, racconto di identità e leva di valorizzazione territoriale. È questo il messaggio emerso con forza da “Sol and the City Sud”, festival nazionale alla sua prima edizione, che ha trasformato l’Ente Fiera di Catanzaro in uno spazio di incontro tra produzioni d’eccellenza, cultura e comunità, con il Gal Terre Locridee protagonista di un percorso condiviso di promozione del comparto olivicolo calabrese.
L’evento ha messo al centro un prodotto che sintetizza qualità organolettica, tradizione agricola e innovazione, confermando l’attenzione della Regione Calabria verso le filiere strategiche del territorio. A sottolinearne il valore è stato il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, che ha evidenziato come l’olio rappresenti un comparto trainante per lo sviluppo locale, capace di generare lavoro, visione e fiducia. Iniziative di alto profilo, come questo festival, permettono non solo di raccontare il prodotto, ma anche di esplorare le connessioni che lo legano al cibo, alla memoria e alla creatività.
Grande partecipazione e curiosità hanno accompagnato le proposte sensoriali presentate negli spazi del Gal, dove l’olio è diventato esperienza: dai piatti della tradizione reinterpretati, fino alle sperimentazioni come il gelato all’olio di oliva, che ha conquistato il pubblico per originalità e legame con le radici contadine. Un approccio che ha saputo unire gusto, narrazione e identità.
A rafforzare questo racconto corale, il contributo culturale e divulgativo di Slow Food Calabria, con un focus sulla Grossa di Gerace e sull’importanza degli oliveti secolari, veri e propri patrimoni viventi. L’olivo, è stato ricordato, non è solo una pianta produttiva, ma un elemento fondante del paesaggio, della storia e della relazione tra uomo e ambiente.
Nel solco della contaminazione tra saperi, spazio anche alla musica, alla poesia e alla memoria orale, grazie alla cantastorie calabrese Francesca Prestia, che ha intrecciato suoni, parole e tradizioni popolari, restituendo all’olio il suo valore simbolico di cura, condivisione e amore.
Apprezzate anche le proposte della seconda giornata, come il panettone all’olio d’oliva aromatizzato al bergamotto, ulteriore esempio di come l’olio possa dialogare con l’alta pasticceria e l’innovazione gastronomica, senza perdere il legame con il territorio.
Cuore pulsante della manifestazione è stato lo stand condiviso dei tredici Gal calabresi, luogo di rete e cooperazione, dove istituzioni, aziende e comunità hanno costruito una visione comune di sviluppo sostenibile. Nello spazio del Gal Terre Locridee, imprese agricole e realtà artigianali hanno presentato produzioni che raccontano una Calabria autentica, competente e creativa.
A chiudere l’esperienza, ancora una volta, la riflessione di Macrì, che ha ribadito la necessità di rafforzare il comparto olivicolo attraverso un lavoro sinergico tra Gal, associazioni e istituzioni, riconoscendo nell’azione dell’assessore Gianluca Gallo un punto di riferimento per risultati concreti e prospettive future.


















