Dalle cucine di casa alle tavole delle festività, i turdilli raccontano una storia di tradizione, famiglia e memoria gastronomica calabrese, tramandata di generazione in generazione
I turdilli sono molto più di un semplice dolce: rappresentano uno dei simboli più riconoscibili della tradizione gastronomica calabrese, legata in modo indissolubile ai periodi festivi, in particolare al Natale. Preparati soprattutto nelle case, seguendo gesti antichi e ricette custodite con cura, i turdilli continuano a essere un punto fermo della cultura culinaria regionale.
Questo dolce tipico nasce da un impasto semplice ma ricco, a base di farina, vino cotto o mosto, olio e spezie, lavorato fino a ottenere dei piccoli cilindri rigati, poi fritti e immersi nel miele caldo. Un procedimento che richiede tempo, pazienza e collaborazione, spesso trasformando la preparazione in un vero e proprio rito familiare.
Come prepararli:
Ingredienti
- 500 g di farina
- 150 ml di vino rosso (o mosto cotto, secondo tradizione)
- 100 ml di olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaino di cannella
- 1 pizzico di chiodi di garofano (facoltativi)
- 1 scorza d’arancia grattugiata
- 1 pizzico di sale
- 500 g di miele
- olio di semi per friggere
In una pentola scalda vino e olio senza farli bollire. Devono essere caldi ma gentili, come una stufa accesa.
Versa il liquido caldo sulla farina disposta a fontana. Aggiungi sale, spezie e scorza d’arancia.
Impasta energicamente fino a ottenere un composto liscio e compatto, non appiccicoso. Copri e lascia riposare 30 minuti.
Preleva piccoli pezzi di impasto e forma dei cordoncini spessi un dito. Tagliali a tocchetti e incidili leggermente con una forchetta o rigali con le mani.
Friggi i turdilli in olio caldo finché diventano dorati e croccanti. Scolali su carta assorbente.
In un’altra pentola scalda il miele a fuoco bassissimo. Quando è fluido, aggiungi i turdilli e mescola con delicatezza finché sono completamente avvolti.


















