Vini passiti protagonisti del Vinitaly and the City di Sibari con un incontro dedicato alle prospettive di rilancio del comparto. Al centro del confronto il progetto per valorizzare le produzioni calabresi attraverso matrimoni, turismo esperienziale e nuove sinergie tra imprese
I vini passiti della Calabria saranno al centro di uno degli appuntamenti del Vinitaly and the City, in programma a Sibari (CS) dal 17 al 19 luglio. L’iniziativa punta ad aprire un confronto sulle opportunità di crescita di un comparto considerato ricco di potenzialità ma ancora poco valorizzato, promuovendo un modello che lega produzione vitivinicola, cerimonie e turismo esperienziale.
La serata inaugurale della manifestazione ospiterà, al Teatro della Biodiversità, il talk dal titolo “Calabria e Radici identitarie, una proposta per i matrimoni: brindare con i passiti di Calabria”, dedicato alle strategie per accrescere la visibilità e la diffusione dei vini dolci regionali.
A introdurre e coordinare il dibattito sarà il giornalista e saggista Massimo Tigani Sava, ideatore del “Progetto Originale per il rilancio dei Vini Passiti di Calabria fra cerimonie, matrimoni e turismo esperienziale”, già presentato durante il Vinitaly di Verona nello scorso mese di aprile.
Tra gli ospiti attesi anche Pietro Falbo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia e di Unioncamere Calabria, che prenderà parte al confronto insieme ad altri rappresentanti del settore.
L’obiettivo dell’iniziativa è individuare strumenti concreti per sostenere le aziende vitivinicole, in particolare quelle di dimensioni più contenute, attraverso nuove forme di collaborazione e percorsi di promozione capaci di trasformare un prodotto di nicchia in un elemento distintivo dell’offerta enogastronomica calabrese.
Il progetto propone di rilanciare l’antica tradizione che vedeva i vini passiti protagonisti delle celebrazioni familiari, soprattutto dei matrimoni, valorizzandoli come simbolo dell’identità regionale e inserendoli in un sistema che coinvolga produttori, ristoratori, sale ricevimenti, wedding planner, pasticcerie, caseifici e altre realtà legate alle eccellenze agroalimentari del territorio.
L’iniziativa punta inoltre a creare connessioni con altri comparti produttivi, favorendo la collaborazione con le filiere della frutta, degli agrumi e della dolciaria, così da costruire un’offerta integrata capace di generare nuove opportunità economiche.
Secondo i promotori, la Calabria dispone di un patrimonio vitivinicolo di grande valore, fondato anche su vitigni autoctoni come Greco Bianco, Moscatello, Duraca e Zibibbo. A questo si aggiungono produzioni riconosciute come la Doc Greco di Bianco e il Presidio Slow Food del Moscato di Saracena, testimonianza di una tradizione secolare che, nonostante il suo prestigio, non ha ancora espresso pienamente le proprie potenzialità sul mercato.

















