Visita al vecchio Mulino di Amato

visita al mulino Amato
visita al mulino Amato

Un fiume di persone ha invaso il piccolo borgo di Amato, ma tutto è partito dal basso, dalla tenacia e dall’idea che per rispondere all’idea di un futuro migliore, che parta dall’ambiente e dalle risorse del proprio territorio, bisogna incomincia proprio dal proprio ambiente di vita. Bottom up, si dice in termini tecnici, quando si parte da quello che c’è di positivo intorno a noi e che, magari, è rimasto nascosto, invisibile ai più. Ed è così che il brillante studente Mattia Servino, del Liceo Scientifico Luigi Siciliani di Catanzaro, ha coinvolto i suoi compagni Francesca Cimino e Francesco Fiore e ha realizzato un progetto di valorizzazione di un percorso che porta ad un antico mulino per partecipare al concorso del FAI “Il torneo del paesaggio”. A distanza di un anno l’idea di valorizzazione di un sito sta prendendo corpo attraverso il coinvolgimento del comune di Amato, della Proloco e della comunità locale.

Il percorso parte dall’antica fontana dei Greci, prosegue lungo un costone roccioso che arriva ad un compluvio in cui scorrono acque limpide che formano persino cascatelle copiose, anche in tempo di siccità. Il Rotary Club Catanzaro ha inteso premiare Mattia e i suoi compagni comprendendo che il primo obiettivo era quello di far conoscere e promuovere il territorio di Amato, al di là dell’esito del concorso nazionale. Così è partita l’organizzazione della giornata del 30 ottobre che ha coinvolto la delegazione FAI di Catanzaro, l’UNPI, e tanti altri Rotary Club tra i quali tanti sono stati presenti: Cosenza Sette Colli, Lamezia Terme, Palmi, Petilia Policastro, San Giovanni in Fiore, Tropea.

Il Rotary è condivisione di obiettivi volti alla realizzazione di un mondo migliore e attraverso la valorizzazione di un piccolo borgo e delle sue risorse intende immaginare assieme un futuro in cui l’ambiente, l’economia circolare, il ritorno ai valori autentici espressi da una comunità coesa e solidale, possano essere fondamenta per una società più equa, più giusta, sostenibile e nella quale l’ambiente non sia uno slogan, ma la ricerca continua di uno spazio comune per ogni specie vivente. Amato col suo mulino dei Greci ricorda nel nome storie antiche e recenti, passaggi e attraversamenti istmici del periodo Classico e più recenti rifugi durante la Seconda Guerra Mondiale. E ricorda quanto fosse importante sfruttare le potenzialità dei luoghi senza alterarne rovinosamente l’ambiente. Mattia ha realizzato, aiutato dai suoi compagni, un progetto bellissimo in cui ha immaginato di recuperare a fini turistici e ricreativi il percorso e, a due passi da Catanzaro e Lamezia, poco distante dal mare e dalla montagna, il sito si presta benissimo a questa destinazione. Il paesaggio è incantevole, lo spazio fiabesco, il microclima prezioso per la formazione di specie viventi straordinarie ed uniche, testimonianza di quella biodiversità indispensabile alla salvaguardia del futuro della razza umana. Poi ad Amato le sorprese sono davvero tante, come quella di aver scoperto quanto la Proloco e gli abitanti si siano prodigati nel restaurare antichi fontanili e quanti bei palazzi puntellino il paesaggio urbano. Bellissima la chiesa, che si presenta curata e con importanti testimonianze di opere artistiche. Appena fuori dal centro storico, le cantine Lento si sviluppano con ampie distese di vigneti e un bellissimo borghetto, un maestoso casale e un magnifico opificio in cui enormi botti d’acciaio, accanto a quelle di legno, fermentatori e tanti altri preziosi macchinari, danno il senso di un’azienda che punta a competere in un mercato internazionale.

Le persone che hanno reso magica la giornata sono state tante, ma certamente ringraziando la signora Evelina Mazzei, presidente della Proloco, si estende la gratitudine a tutta la comunità per l’impegno, la fatica e l’entusiasmo che ha reso la giornata unica e speciale a centinaia di persone provenienti da tutta la Calabria.