Alla scoperta di Bagnara Calabra, borgo affacciato sulla Costa Viola, dove l’eredità normanna, le tracce della storia mediterranea e le eccellenze gastronomiche raccontano l’anima più autentica della Calabria
Bagnara Calabra accoglie i visitatori come un luogo sospeso tra mare e memoria, un borgo della Costa Viola che custodisce un’anima antica, capace di unire suggestioni normanne e radici greche. È qui che l’esperienza di esplorazione promossa dall’associazione Le Città Visibili di Lamezia Terme ha preso forma, trasformandosi in un vero viaggio nel tempo e nell’identità del territorio.
Il passato di Bagnara Calabra affonda nell’XI secolo, quando i Normanni ne fecero un punto strategico, fondando nel 1085 l’Abbazia di Santa Maria e dei XII Apostoli sulla rupe di Martorano. Un luogo simbolico, da cui si dipana una storia fatta di conquiste, fede e passaggi illustri. Proprio su queste coste, nel 1190, approdò Riccardo Cuor di Leone, prima di riprendere il cammino verso la Terra Santa, lasciando un’impronta indelebile nel racconto locale.
Accanto alla grande storia, emerge la dimensione spirituale e comunitaria, rappresentata dalla Nobile Arciconfraternita di Maria SS. del Monte Carmelo, custode di una chiesa settecentesca e di un museo che restituisce il prestigio e la devozione di un tempo. Segni tangibili di una religiosità che ha attraversato i secoli, modellando l’identità del borgo.
Il percorso urbano ha toccato alcune delle architetture più rappresentative: Villa De Leo, elegante esempio di Art Nouveau del 1912 che ospitò il futuro Re Umberto II, e il monumentale Palazzo Ducale Ruffo, simbolo della resilienza di Bagnara. Concesso ai Ruffo nel XVI secolo, il palazzo ha saputo rinascere dopo i devastanti terremoti del 1783 e del 1908, diventando emblema della forza del territorio.
Spazio anche al saper fare artigiano, con la visita alle Ceramiche Il Falco, dove l’argilla prende vita attraverso gesti antichi e tecniche tramandate, trasformandosi in opere che raccontano la creatività locale. Un’arte silenziosa ma potentissima, capace di legare materia e identità.
Impossibile lasciare Bagnara Calabra senza assaporarne il simbolo più dolce: il celebre Torrone di Bagnara IGP. Nato nei monasteri e reso famoso dalla famiglia Cardone, oggi vive grazie a maestri come Carmelo Cardone, che ne preservano l’eccellenza nelle versioni Martiniana e Torrefatto glassato al cacao.
Il viaggio si è concluso a tavola, al Ristorante Zefiro, dove la cucina diventa racconto. Protagonista assoluto il pesce spada, reinterpretato con creatività, accanto a piatti sorprendenti come i cannelloni al Caciocavallo di Ciminà con granella di Torrone IGP, esaltati da un intenso ragù di mare: un incontro audace tra tradizione e visione contemporanea.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Le Città Visibili, è stata curata da Domenico Guarna, storico, giornalista e guida escursionistica de Il giardino di Morgana. Da oltre dieci anni, Guarna accompagna viaggiatori e curiosi in percorsi di valorizzazione culturale, tra trekking naturali e urbani, trasformando ogni cammino in un’immersione profonda nell’anima della Calabria.


















