Calabria medioevale: la Grangia di Sant’Anna

La Grangia di sant'Anna di Montauro (fonte: Itbeach)

Avevo sentito parlare della Grangia di Sant’Anna da alcune persone che abitano stabilmente la costa degli aranci, ma non ci ero mai stata prima.

Ci sono dei posti poco conosciuti in Calabria anche dai turisti locali; sebbene i nomi e la località amene siano praticamente familiari.

Siamo precisamente nella zona del catanzarese, nel comune di Montauro che è una località balneare e turistica dello Ionio, molto conosciuta e apprezzata, frequentata sia d’estate che d’inverno.

Eppure è raro raggiungere il centro storico del paese che si trova in collina. Esso si trova a pochi chilometri dalla costa dove si gode un panorama mozzafiato del Golfo di Squillace.

Percorrendo la strada che porta dal mare alla collina, si può scorgere un edificio imponente e un po’ diroccato, ma posizionato in un punto invidiabile per la veduta a 360 gradi della costa, del mare Ionio e della natura circostante.

La Grangia di Sant’Anna è uno di quei patrimoni artistici e storici che andrebbe preservato e custodito, non solo per noi che dovremmo godere di un bene, ma anche per rispetto verso i popoli antichi che lo hanno eretto e conservato nei secoli.

Un po’ di storia della Grangia di Sant’Anna

Il termine Grangia, o grancia, deriva dal bassolatino granea e dal francese grange.

Durante il Medioevo si usava il termine “grangia” per indicare un magazzino per la raccolta del grano e di ciò che serviva per la semina.

In seguito, il magazzino venne trasformato in un complesso di edifici in cui vivevano i monaci dediti all’agricoltura.

Il terremoto del 1783 danneggiò la Grangia di Montauro i cui resti sono ora visibili dall’esterno. Si tratta dell’antica recinzione dell’edificio che attualmente sorge su una proprietà privata.

Per avere più informazioni circa la sua storia e della sua manutenzione, rimando al sito di I luoghi di Cassiodoro.

Qui potrete trovare preziose e approfondite informazioni circa il reperto archeologico della Grangia di Sant’Anna.

Spero solo di avere almeno stimolato la vostra curiosità e di avere dato un’idea circa la prossima gita.

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