Girifalco: la storia del suo antico nome

Catanzaro
Girifalco

Il territorio Calabrese è davvero interessante. Al suo interno convivono tante storie e culture, mescolate a volte dalla convivenza pacifica tra le persone, altre un po’ meno.

Questa volta vogliamo raccontare una storia, o meglio una leggenda, sull’antico nome del Comune di Girifalco.

Un luogo nel quale attualmente vivono poco meno di 6.000 abitanti.

Sulla nascita di questo antico Comune Calabrese, esistono diverse teorie.

Vogliamo raccontare la più attendibile, che cita una fonte giornalistica del 1937.

Sul giornale “La tribuna illustrata” del 7 Febbraio di quell’anno c’era scritto: “Girifalco deve la sua nascita alla morte di due paesi, Toco e Caria, distrutti dai Saraceni nell’836. Gli scampati all’incendio e al macello si rifugiarono sopra una rupe chiamata “Pietra dei Monac””, sita in località Pioppi, e respinsero ogni assalto lanciando, in disperata difesa, le pietre strappate alla montagna. Furono chiamati, quei prodi, una “Sacra Falange”, e, da quel loro nome, detto in greco, venne il nome del loro nuovo nido: Girifalco”.

Quindi, proprio dalla distruzione di due paesi Toco e Caria, è nata l’odierna Girifalco. Che divenne Comune nei primi anni del 1.800.

Leggenda vuole che il suo nome: Girifalco, derivi dal volteggiare leggero di un falco, sopra il cielo che sovrastava queste terre.

Le narrazioni raccontate sull’argomento sono le più disparate, ma se analizziamo il nome del Comune in maniera abbastanza semplice, ci viene subito il mente il volo del falco in forma concentrica.

Infatti, quella che ci convince di più, riguarda proprio gli uccelli: i falchi.

In passato, per cacciare, l’uomo veniva aiutato dagli animali, anche dai falchi, addestrati ad arte, e si presume che probabilmente qualche falconiere risiedeva proprio in quella zona.

Questa teoria sembra abbastanza probabile e combacia con diverse consuetudini tramandate dagli abitanti del posto.

Ad avvalorare la tesi troviamo alcuni testi che raccontano proprio che i falchi, durante alcuni periodi dell’anno, sorvolavano i cieli del piccolo Comune.

L’avvenimento difficilmente passa inosservato, visto che la popolazione che risiedeva nel territorio,  formata da diverse persone anziane, amava guardare tutto quello che la natura è in grado di offrire.

Davide Oliverio