Per capire cosa sono stati i Bagni di Guida bisogna farsi raccontare dai vecchi del paese le storie degli anni ’50. Ricordano gli anziani del circondario che arrivavano fin quassù a dorso di mulo. Si recavano per via delle articolazioni bloccate dall’artrosi, per fare i bagni nelle vasche di pietra. Ne uscivano, si dice nei bar del borgo, rimessi in sesto da quelle che tutti chiamavano semplicemente “l’acque sante”.
Siamo nella Vallata dello Stilaro, a pochissimi chilometri dal centro abitato di Bivongi, stretti tra la vegetazione del Parco delle Serre e il corso del fiume. Qui la terra restituisce un’acqua solfureo-alcalina ricca di minerali, nota da secoli per le sue proprietà antinfiammatorie e dermatologiche.
L’apogeo del sito risale alla seconda metà dell’Ottocento. Nel 1850 venne realizzato il primo vero stabilimento idroterapico, ampliato poi nei primi del Novecento con l’aggiunta di un piccolo albergo per ospitare i bagnanti che arrivavano anche dai paesi della costa. Per decenni il complesso ha rappresentato un presidio medico e sociale fondamentale per l’entroterra reggino, prima della definitiva chiusura nella seconda metà del Novecento.
Oggi, però, le terme non sono più attive. Lo stabilimento è definitivamente chiuso al pubblico e la struttura versa in uno stato di abbandono, vittima dell’incuria e del tempo, nonostante periodicamente si parli di progetti di recupero e valorizzazione.
Accanto ai resti dello stabilimento c’è un altro pezzo di storia locale: l’ex centrale idroelettrica “Guida”, costruita all’inizio del ‘900 per sfruttare la forza dell’acqua dello Stilaro e oggi parte della rete dell’Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria.
Oggi la zona è meta soprattutto di escursionisti di passaggio verso le cascate del Marmarico. Tra la muratura a secco dell’epoca e i resti degli impianti, i Bagni di Guida restano la testimonianza di una Calabria che aveva imparato a valorizzare le proprie risorse naturali molto prima del turismo di massa.
Come raggiungere le terme di Bivongi?
Per arrivare ai Bagni di Guida si lascia la statale Jonica a Monasterace e si sale lungo la provinciale della Vallata dello Stilaro. Superato il paese di Bivongi, la strada continua per altri quattro chilometri seguendo il corso del fiume.
Man mano che ci si addentra nella valle la carreggiata si stringe. Il riferimento principale lungo il percorso sono i cartelli per l’ex centrale idroelettrica: conviene lasciare la macchina lì nei paraggi, nelle piazzole a bordo strada, e fare l’ultimo pezzo a piedi lungo il torrente fino ai resti dello stabilimento.
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