Candidati, urne e scrutinio: la piccola repubblica balneare del DADADA va al voto
MONTAURO (CZ), 31 AGO 2026 – Una spiaggia, un seggio elettorale, candidati, schede, scrutinatori e cittadini chiamati alle urne. Per un giorno il DADADA Beach Village di Montauro ha smesso di essere soltanto un luogo di vacanza per trasformarsi in una singolare “città balneare”, pronta a scegliere il proprio sindaco.
Un’iniziativa nata nel segno dell’ironia e della goliardia, ma capace allo stesso tempo di coinvolgere decine di persone e di trasformare una giornata al mare in un momento di autentica partecipazione.
Dalle prime ore della giornata fino alla chiusura delle urne, bagnanti e frequentatori del lido hanno potuto vivere un’insolita esperienza democratica: votare il proprio candidato preferito.
Perché al DADADA, del resto, l’idea di comunità non è soltanto uno slogan. Il Beach Village è stato negli anni immaginato come una sorta di città in miniatura, con i suoi spazi, i suoi “quartieri” e soprattutto con un forte senso di appartenenza tra chi frequenta la struttura.
E allora, se esiste una comunità, perché non eleggere anche un sindaco?
Un gioco che viene preso sul serio
L’affluenza alle urne è stata positiva e fin dalle prime ore non sono mancati commenti, pronostici e naturalmente i sostenitori dei diversi candidati.
C’è stato chi ha votato per amicizia, chi per simpatia e chi per convinzione. Una delle elettrici intervistate da Calabria Magnifica non ha avuto dubbi nel dichiarare apertamente la propria preferenza.
«Certo che ho votato e ho consigliato anche a chi votare», ha raccontato, spiegando di aver scelto Gerry Starace. «Penso che sia la persona ideale. È la vita del DADADA, è pieno di vita, ha gioia di vivere ed è una persona estremamente intelligente che può dare tanto alla collettività».
Anche per un ragazzo straniero presente al lido quella del voto è stata un’esperienza particolare.
«Io non voto in Italia, però sono felice di votare qua», ha spiegato. «Sono contento di aver votato una persona che conosco, che considero brava. Se vince, sono contento».
Parole semplici, ma che raccontano bene lo spirito dell’iniziativa: trasformare un gioco in un momento di partecipazione e appartenenza.
I candidati e la “campagna elettorale” sotto l’ombrellone
Tra i protagonisti della giornata anche i candidati alla carica di sindaco.
Gerry Starace ha definito quella del DADADA «una bella iniziativa che distingue questo lido rispetto ad altre realtà».
«Più che una cosa reale è un gioco, è un divertimento, però con un impegno vero», ha spiegato, cogliendo perfettamente il doppio significato della manifestazione.
Un gioco che ha offerto anche l’occasione per parlare di territorio e turismo, con uno sguardo alle potenzialità di una costa che, secondo alcuni dei protagonisti, potrebbe essere ulteriormente valorizzata.
Tra i candidati anche Alessio Marcellino, che con ironia ha ammesso persino il proprio autovoto. «Sono uno dei candidati, quindi è un autovoto», ha scherzato.
Poi, più seriamente, ha ricordato il percorso di crescita del lido e le iniziative messe in campo negli ultimi anni per renderlo sempre più attrattivo, dai giochi agli ombrelloni rinnovati, fino agli appuntamenti musicali.
Scrutinio, pronostici e perfino qualche “complotto”
Come in ogni elezione che si rispetti, non potevano mancare le indiscrezioni.
Durante lo scrutinio c’è stato chi ha voluto controllare attentamente le operazioni, chi si è improvvisato analista politico e chi ha persino avanzato, naturalmente in tono scherzoso, l’ipotesi di qualche complotto. Tra una battuta e l’altra, però, il rito elettorale è stato rispettato fino in fondo.
A presiedere il seggio è stata Chiara Giordano, che ha sintetizzato forse meglio di chiunque altro il senso della giornata. «L’elezione del sindaco è una cosa seria», ha sottolineato, ricordando come al DADADA ci siano quartieri, strade e persino una tessera elettorale.
Poi la frase che probabilmente riassume l’intero spirito dell’iniziativa: «Il gioco è una cosa seria».
Anche le istituzioni presenti alla giornata
Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni locali.
Paolo Mattia, assessore del Comune di Montauro con delega al Turismo e alla zona marina, ha sottolineato il valore della partecipazione democratica.
Pur riconoscendo il carattere goliardico dell’iniziativa, ha evidenziato come momenti di questo tipo possano avvicinare le persone alla partecipazione e alla scelta dei propri rappresentanti.
Sulla stessa linea Marco Staropoli, consigliere comunale di minoranza del Comune di Montauro, che ha evidenziato la partecipazione registrata durante la giornata.
Un elemento curioso, soprattutto se rapportato alla crescente disaffezione che spesso accompagna le vere competizioni elettorali: in questa piccola elezione balneare, la voglia di partecipare non è mancata.
Il nuovo sindaco del DADADA è Alessio Marcellino
Alla fine dello scrutinio è arrivato il verdetto. Ad essere eletto nuovo sindaco del DADADA Beach Village è stato Alessio Marcellino.
A caldo, subito dopo il risultato, il neo eletto ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e lo hanno sostenuto. Ma soprattutto ha voluto ricordare il significato più profondo di questa esperienza.
«Questo non è un lido dove si passa solo l’estate», ha dichiarato. «Questa è una famiglia, è una società, è una comunità dove ognuno di noi apporta il proprio valore».
Parole che riportano al punto di partenza di questa insolita giornata elettorale: il DADADA come luogo di incontro e di appartenenza.
Dietro le urne, anche la candidatura al Best Beach
L’iniziativa, però, aveva anche un ulteriore obiettivo: coinvolgere direttamente il pubblico nella candidatura del DADADA a Best Beach, il riconoscimento dedicato alle migliori realtà balneari italiane.
«Siamo candidati al Best Beach, un riconoscimento che valorizza i migliori lidi d’Italia, e abbiamo voluto coinvolgere direttamente il nostro pubblico nella candidatura», ha spiegato Roberto Talarico, promotore dell’iniziativa. «L’idea è stata quella di utilizzare, in chiave simbolica e ironica, il linguaggio delle elezioni per invitare le persone a esprimere il proprio sostegno e a votare per il DADADA».
Un modo originale per trasformare una candidatura nazionale in un evento capace di coinvolgere direttamente la comunità che vive quotidianamente la spiaggia.
Alla fine, dunque, ha vinto Alessio Marcellino. Ma forse, per una giornata, hanno vinto soprattutto la voglia di stare insieme e il piacere di sentirsi parte di una comunità.
Perché anche sotto l’ombrellone, tra una scheda elettorale e una risata, la partecipazione può diventare un gioco. E, come hanno ricordato dal seggio del DADADA, il gioco può essere una cosa molto seria.
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