Diga del Menta: oltre cinquant’anni tra progettazione, proteste ambientaliste, difficoltà tecniche e meteo avverso fino all’inaugurazione nel 2018 di una delle principali opere idriche della Calabria
Nel cuore dell’Aspromonte, a un’altitudine di 1.431 metri, sorge il suggestivo lago Menta, tra i comuni di Roccaforte del Greco e Roghudi, nella Città metropolitana di Reggio Calabria. Oltre a rappresentare un’importante risorsa paesaggistica, il lago è oggi al centro di una delle opere idriche più significative della Calabria: la diga del Menta.
Realizzata sul torrente Menta, nei pressi di Gambarie e vicino al Montalto, la diga ha un ruolo cruciale nell’approvvigionamento idrico della città di Reggio Calabria. Il progetto, la cui origine risale al 1968, ha ricevuto l’approvazione ufficiale nel 1979 dall’Ufficio acquedotti della Cassa per il Mezzogiorno, nell’ambito del Progetto speciale n° 26, con un costo iniziale stimato di 65 miliardi di lire.
L’idea era quella di creare un bacino artificiale capace di contenere fino a 18 milioni di metri cubi d’acqua, alimentato da tre torrenti collegati tramite una condotta sotterranea lunga 7,5 km. Le proteste degli ambientalisti portarono però alla cancellazione di due bacini, lasciando il solo torrente Menta come fonte di riempimento.
I lavori, iniziati l’11 marzo 1985, furono caratterizzati da sospensioni, difficoltà tecniche e incrementi dei costi. Nel 1989, l’area circostante, inizialmente parte del Parco Nazionale della Calabria, venne incorporata nel Parco nazionale dell’Aspromonte, proteggendo così l’ambiente circostante. Dopo quindici anni di lavori ostacolati dalle condizioni meteorologiche e dalla complessità del territorio montano, lo sbarramento fu completato nel 2000.
Nel 2006 Sorical prese in carico il completamento delle opere di derivazione, delle condotte e dell’impianto di potabilizzazione. La diga è stata ufficialmente inaugurata nel 2018, segnando la conclusione di un progetto durato mezzo secolo.
Costruita in rockfill, la diga del Menta si estende per 450 metri, raggiunge un’altezza di 90 metri e ha un volume di invaso di circa 19 milioni di metri cubi d’acqua, affermandosi come una delle principali infrastrutture idropotabili della Calabria, simbolo di ingegno ingegneristico e di impegno sul fronte della gestione delle risorse idriche.


















