La città di Locri ha ottenuto la sua storica prima Bandiera Blu, unendosi ufficialmente alle località d’eccellenza premiate dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Il prestigioso vessillo sventola sul Lungomare Zaleuco, coronando un percorso virtuoso incentrato sulla sostenibilità ambientale, sulla depurazione delle acque e sull’inclusività dei servizi balneari. Con questo annuncio, la Riviera dei Gelsomini consolida il proprio primato turistico nello Ionio reggino.
“È cambiata la nostra storia”
Il riconoscimento rappresenta un punto di svolta non solo per l’ecosistema marino, ma per l’intera comunità. “Non è cambiato il nostro mare, è cambiata la nostra storia”, ha commentato con orgoglio il sindaco Giuseppe Fontana. La Bandiera Blu non è infatti un semplice premio alla bellezza naturale, ma una certificazione che richiede severi requisiti strutturali.
Locri ha infatti sistemi di depurazione delle acque reflue perfettamente efficienti. Una raccolta differenziata dei rifiuti capillare e attenta. Delle spiagge accessibili e inclusive per persone con disabilità. Una educazione ambientale promossa attivamente nelle scuole e sul territorio.
Questo traguardo ecologico si affianca ad altri importanti riconoscimenti già ottenuti dalla città, come la Bandiera Verde (assegnata dai pediatri per le spiagge a misura di bambino) e la Bandiera Azzurra per la promozione della salute e del benessere.
Dalla Magna Grecia alla Riviera dei Gelsomini: Locri ha una storia millenaria
Ottenere la Bandiera Blu sul Lungomare Zaleuco significa legare la transizione ecologica moderna a un passato leggendario. Il nome stesso della via marina omaggia Zaleuco, vissuto nel VII secolo a.C., celebre per essere stato il primo legislatore del mondo occidentale a redigere un codice di leggi scritte.
La storia di Locri affonda le radici nella gloriosa polis di Locri Epizefiri, fondata dai coloni greci guidati dall’ecista Evante. Il mare che oggi riceve il vessillo della FEE era lo stesso solcato dalle navi magnogreche, lo stesso che ispirò i versi di Nosside, considerata una delle più grandi poetesse dell’antichità greca. Più tardi, nel Medioevo, le continue incursioni dei pirati saraceni spinsero la popolazione ad abbandonare la costa per rifugiarsi nell’entroterra, dando vita alla splendida roccaforte di Gerace. La fascia costiera tornò a ripopolarsi solo nell’Ottocento con il nome di Gerace Marina, per poi riassumere ufficialmente l’antico e fiero nome di Locri nel 1934.

Il boom della Calabria nel panorama nazionale
La prima volta di Locri si inserisce in un contesto di straordinario successo per l’intera regione. La Calabria ha vissuto un vero e proprio exploit, raggiungendo il secondo posto assoluto in Italia per numero di Bandiere Blu, subito dietro la Liguria.
La provincia di Reggio Calabria fa la parte del leone sulla Costa dei Gelsomini, dove la new entry Locri va a fare compagnia alle storiche e confermate eccellenze del litorale.
Questo riscatto ambientale trasforma la memoria archeologica di Locri in un volano per il turismo sostenibile internazionale, dimostrando come la tutela del territorio possa finalmente riscrivere il futuro del Mezzogiorno.
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