Papaglionti Vecchia: viaggio nel cuore fantasma della Calabria

Papaglionti vecchia
Papaglionti vecchia

Papaglionti Vecchia è un suggestivo borgo fantasma situato nel comune di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, Calabria. Abbandonato definitivamente negli anni ’50, oggi è una meta affascinante per gli amanti dell’urban exploration e del turismo lento.

Un viaggio nel tempo tra i ruderi della Calabria

Il declino del borgo, le cui origini risalgono probabilmente al periodo greco-bizantino (il nome deriverebbe da Papa’s leonzios), iniziò dopo la Seconda Guerra Mondiale. A determinare l’abbandono definitivo furono il terremoto del 1905 e la devastante alluvione del 1952, che costrinse la popolazione a trasferirsi a Papaglionti Nuova.

Passeggiando tra le strade ormai invase dalla vegetazione, si possono osservare i resti di antichi palazzi nobiliari, tra cui villa Di Francia, e le modeste case contadine.

La Chiesa di San Pantaleone è il cuore del borgo, con la navata ormai a cielo aperto e la natura che ha preso il sopravvento, offrendo uno scenario di straordinaria bellezza malinconica.

La Grotta di Trisulina sta nei pressi del borgo, questo antico ipogeo di epoca romana (forse un ninfeo) è avvolto da leggende locali, inclusa quella di un tesoro custodito da una figura misteriosa.

Papaglionti era famosa per l’aglio, un prodotto locale di grande qualità che testimonia la vocazione agricola del luogo prima dell’abbandono.

Informazioni utili per la visita

Il borgo è in uno stato di forte degrado e molte strutture sono pericolanti, rendendo l’esplorazione rischiosa; l’accesso agli edifici è spesso ostruito. Si consiglia di prestare attenzione e rispettare il silenzio del luogo.

A causa della vicinanza con un aeroporto militare, la zona è indicata come zona rossa (no fly zone) per l’uso di droni.

Facilmente raggiungibile da Zungri, è una tappa ideale da combinare con una visita alle Grotte degli Sbariati.

Visitare Papaglionti Vecchia significa ascoltare il silenzio. È il ricordo di una Calabria che produceva l’aglio più pregiato della regione e che oggi, con dignità, si lascia lentamente cullare dall’oblio.

Potrebbe interessare leggere: Pasquetta in Calabria: tra i tesori del FAI e il fascino della natura selvaggia