È calabrese il liquore più buono del mondo

amaro Jefferson calabrese
amaro Jefferson calabrese

C’era una volta… Un re? No, quasi… però.

C’era una volta invece un veliero che un giorno naufragò di fronte alle coste calabresi ed è da qui che parte la storia di oggi.

Succede che, in una terra troppo spesso considerata sfortunata e chiusa su sé stessa come la Calabria, sia proprio il mondo che si ferma, per applaudirla e per riconoscerne la sua eccellenza.

Infatti, la lontana Londra ha visto vincitore un prodotto tutto calabrese.
Lo Jefferson Amaro Importante è stato giudicato il miglior liquore e il migliore amaro alle erbe nel mondo. Ottenendo così ben due premi. L’edizione londinese del World’s Drink Awards 2018 ha descritto così Jefferson Amaro Importante: “Strong nose, bitterness at the beginning coming through. Soft and smooth and very nicely balanced with a herbal finish.”

Jefferson nasce, o meglio, rinasce a Montalto Uffugo presso il Vecchio Magazzino Doganale; un’ azienda a conduzione familiare rivalorizzata grazie al lavoro di Ivano Trombino, un giovane che diventa artigiano, rispettoso dei valori della tradizione tramandata dalla famiglia.

“The love you take is equal to the love you make”, cantavano i Beatles. E c’è un po’ di verità anche in questa storia: la dimostrazione che la passione e la volontà si trasformano quasi sempre in qualcosa che darà soddisfazioni.

Il liquore infatti è il frutto di un amore rispettoso. Rispettoso anche del territorio. È infatti composto da una miscela di erbe e olii essenziali calabresi: arance, origano, bergamotto e rosmarino. Tutti gli ingredienti sono raccolti e lavorati a mano.

La magia delle storie popolari vere o non vere che siano, non si esauriscono nei secoli, ma tramandano oralmente suggestive immagini di un passato che risorge come un’eco nel presente.

Così, in un lontano 1871, proprio un veliero diretto a Genova e carico di bottiglie di distillato di canna da zucchero, si inabbissa nel mare di fronte le coste calabresi tra Fiumefreddo Bruzio e Fuscaldo.

Jefferson era uno dei naufraghi provenienti dalle Americhe, e ora è il nome del liquore più buono del mondo, il Re dei liquori, per l’appunto.

La portata internazionale della premiazione dovrebbe far riflettere.
In una realtà fatta di giovani in fuga, di sete di lavoro, l’esperienza di Trombino dà una speranza e insegna che l’imprenditoria anche ad alti livelli, in Calabria, sebbene viaggi in contesti non semplici, è realizzabile.
E vogliamo anche credere che da un altro universo anche il marinaio Jefferson ne sia orgoglioso e partecipe.

Annamaria Gnisci