Calabria Film Commission, il consigliere regionale Antonio Alecci contesta il bando per la nomina del direttore: “Mancano trasparenza, competenze specifiche e una commissione indipendente”
Il nuovo bando per la nomina del direttore della Fondazione Calabria Film Commission finisce nel mirino del consigliere regionale Antonio Alecci, che ne contesta criteri e modalità, definendolo “poco trasparente” e “privo delle necessarie garanzie di competenza e indipendenza”.
“Per un ruolo così importante, che gestirà milioni di fondi pubblici – afferma Alecci – mi sarei aspettato la richiesta di maggiori competenze e una procedura più chiara. La Fondazione non può essere un presidio di gestione politica, ma deve rappresentare uno strumento di crescita, capace di generare qualità, lavoro e nuove prospettive per la Calabria”.
Il consigliere evidenzia come l’avviso pubblico, pur consentendo al presidente della Regione Roberto Occhiuto di procedere direttamente alla nomina, manchi di elementi fondamentali di trasparenza: “Non è prevista alcuna commissione indipendente di valutazione, nessun confronto tra curricula, nessun colloquio o graduatoria. Tutto si riduce a una nomina fiduciaria mascherata da selezione”.
Alecci critica anche la genericità dei requisiti richiesti, che – sottolinea – non contemplano competenze specifiche nel settore audiovisivo o nella gestione di risorse culturali. “È inconcepibile – spiega – che per la guida della Film Commission, un ente che amministra consistenti fondi pubblici e contribuisce a definire l’immagine culturale della regione, non venga richiesta un’esperienza comprovata nel campo”.
A completare il quadro, secondo il consigliere, è la tempistica ristretta del bando: appena 15 giorni per la presentazione delle candidature. “Un termine così breve – aggiunge – non favorisce la partecipazione di professionalità qualificate e conferma l’impressione di una procedura già indirizzata”.
Alla luce di queste criticità, Alecci chiede la sospensione immediata dell’avviso pubblico e l’istituzione di una commissione tecnica realmente indipendente, in grado di valutare curricula e competenze in base a criteri chiari e verificabili.
“La Calabria Film Commission – conclude – non è una casella da occupare né una rendita da distribuire. Merita professionalità, indipendenza e una visione strategica capace di valorizzare la cultura e l’economia audiovisiva della nostra regione”.


















