Un Politeama in festa: Mannarino tra acustico, emozioni e pubblico in delirio
CATANZARO, 20 APR 2018 – Un concerto fuori dagli schemi ha incantato ieri sera il Teatro Politeama, tappa calabrese del singolare tour teatrale di Alessandro Mannarino, organizzato in esclusiva regionale dalla Esse Emme Musica di Maurizio Senese. La tournée, intitolata “L’impero crollerà”, rappresenta la versione più raccolta e teatrale del progetto “Apriti cielo”, già acclamato nei mesi scorsi.
Sul palco, Mannarino ha scelto un approccio più intimista e acustico, spesso da solo con la sua chitarra, alternando arrangiamenti essenziali a momenti di intensa partecipazione emotiva. Un clima diverso dalla tradizionale esplosività dei suoi live, ma capace comunque di trascinare il numeroso pubblico arrivato al Politeama per ascoltarlo. Il cantautore romano ha attraversato i brani del suo ultimo album intrecciando considerazioni personali su ingiustizie, riscatto e fragilità umane, dialogando con la platea e coinvolgendola persino nella scelta dell’encore: a prevalere, grazie a un improvvisato “applausometro”, è stato “Bar della rabbia”, preferito a “Maddalena”.
Nonostante l’impronta più riflessiva del concerto, il finale non ha rinunciato all’atmosfera festosa che da sempre caratterizza l’artista. Con la celebre “Me so’ ’mbriacato”, Mannarino ha invitato gli spettatori ad abbandonare le poltrone e a ballare sotto il palco, trasformando la chiusura in un abbraccio collettivo. Accanto a lui, la consueta squadra di musicisti, impeccabili compagni di viaggio, mentre lo stesso cantautore non ha mancato di ricordare con affetto le sue origini calabresi.
Grande la soddisfazione dell’organizzatore Maurizio Senese, che ha sottolineato non solo la qualità dello spettacolo, ma anche l’importante risposta del pubblico: «Il 78% degli spettatori è arrivato da tutta la Calabria, l’8% da fuori regione e solo il 14% da Catanzaro», ha spiegato. Numeri che confermano, secondo Senese, come eventi di questo tipo contribuiscano a generare movimento e indotto per le città ospitanti: «Abbiamo la cultura imprenditoriale di fare cultura», ha concluso.
















