La legalità al centro della giornata promossa dal Teatro Rossosimona all’Università della Calabria, con lo spettacolo “Al posto sbagliato”
Una giornata interamente dedicata alla legalità, alla memoria e alla responsabilità civile ha animato il Piccolo Teatro Unical dell’Università della Calabria, nel territorio di Rende (provincia di Cosenza), dove l’Associazione Culturale Teatro Rossosimona ha portato in scena un evento tra teatro, riflessione e dibattito pubblico.
L’iniziativa si inserisce nel calendario delle celebrazioni legate al 34° anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, diventando un momento di approfondimento sui temi della lotta alla mafia e della costruzione di una coscienza civile condivisa.
Il cuore della giornata è stato lo spettacolo teatrale “Al posto sbagliato”, tratto dal libro del giornalista Bruno Palermo, con la regia e l’interpretazione di Francesco Pupa. La produzione, firmata Teatro Rossosimona, ripercorre la storia delle organizzazioni mafiose in Italia, dalle origini fino all’età contemporanea, mettendo al centro le vite spezzate di bambini e giovani e, al tempo stesso, gli esempi di chi ha scelto di opporsi alla criminalità organizzata.
La narrazione scenica costruisce un percorso emotivo e civile che conduce simbolicamente al cosiddetto “binario della legalità”, una metafora forte che invita il pubblico a interrogarsi sul proprio ruolo nella società e sulla necessità di una scelta consapevole di campo.
Al termine della rappresentazione si è svolto un dibattito pubblico che ha coinvolto rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e giornalistico, trasformando l’evento in un momento di confronto aperto con studenti e cittadini.
Tra gli interventi figurano quelli di Giap Parini, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Unical, Donatella Loprieno, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, il vicesindaco di Rende Fabio Liparoti, il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati, l’autore del libro Bruno Palermo e il direttore artistico del Teatro Rossosimona, Lindo Nudo.
Il confronto ha approfondito il ruolo della memoria nella formazione delle nuove generazioni e l’importanza di strumenti culturali come il teatro per mantenere viva l’attenzione sui fenomeni mafiosi e sulle loro conseguenze sociali.


















