Il fenomeno “One More”: se il discorso da stadio che commuove i social è creato con IA

La copertina virtuale di "One More" (fonte: Youtube)
La copertina virtuale di "One More" (fonte: Youtube)

Se vi è capitato di scorrere nei Reels o nei Per Te di TikTok nell’ultimo periodo, vi sarete imbattuti nella canzone virale “One More”. Caratterizzata da un intro parlata e toccante (“We wrote this last song for anybody who’s ever lost someone special…”), “One More” di County Line Glow è diventata in poche settimane la colonna sonora preferita dagli utenti per ricordare i propri cari scomparsi…

Ha la carica emotiva dei grandi eventi nei palazzetti. Un monologo toccante che si apre con una dedica diretta al cuore del pubblico, accompagnato dal boato ovattato di uno stadio gremito e dall’ingresso graduale di una ballata nostalgica. Ricorda da vicino l’atmosfera e la solennità dei concerti di grandi band come Coldplay o Imagine Dragons subito prima dell’esecuzione dell’ultimo pezzo della serata, quello destinato a rimanere impresso nella memoria degli spettatori.

Eppure, il brano “One More” (di cui esiste anche una versione studio) non è mai stato eseguito su un vero palco da una rockstar in carne ed ossa, né fa parte della discografia di un gruppo famoso. Ciononostante, nel giro di poche settimane si è trasformato in uno dei fenomeni musicali più travolgenti dell’anno sui social network e sulle principali piattaforme di fruizione digitale.

La trascrizione in italiano dell’intro parlato alla canzone

“Abbiamo scritto quest’ultima canzone per tutti coloro che hanno perso qualcuno di speciale. Un figlio, una figlia, una madre, un padre, un marito, una moglie, o anche solo un buon amico che significava tutto per noi. Perché la verità è che, prima o poi, tutti noi affrontiamo un dolore. E in quei momenti, abbiamo tutti bisogno di conforto, abbiamo tutti bisogno di supporto, abbiamo tutti bisogno di qualcuno che ci aiuti ad andare avanti.

Ma a volte, la cosa che aiuta di più è semplicemente parlare delle persone che amiamo. Condividere storie, condividere ricordi. Ridere delle piccole cose che facevano. E ogni tanto parte una canzone e, per soli pochi minuti, ti riporta esattamente lì. Di nuovo a un altro ricordo, un’altra risata, un altro viaggio in macchina, un altro tramonto, un altro momento che vorresti potesse durare per sempre.

E se questa canzone fa lo stesso effetto su di voi stasera, allora ha un senso anche per noi. C’è qualcuno nel vostro cuore proprio ora? Qualcuno che vi manca. Qualcuno che dareste qualsiasi cosa per rivedere ancora una volta. Cantate questa con noi stasera. E cantatela con tutto il cuore. Rendiamo questo momento speciale insieme. Questa canzone si intitola One More (Ancora).”

Il significato di “One More” e il trend del ricordo sui social

Il brano, accreditato al progetto County Line Glow, ha trovato il suo terreno d’elezione su piattaforme video come TikTok e Instagram Reels, accumulando contemporaneamente milioni di ascolti anche sui servizi di streaming come Spotify e Apple Music.

A decretarne il successo non è stata soltanto la melodia avvolgente, ma soprattutto la risposta spontanea della community online. Centinaia di migliaia di utenti hanno iniziato a utilizzare questo specifico frammento audio come colonna sonora per i propri video dedicati al ricordo di persone care scomparse — genitori, figli, compagni di vita, amici — ma anche di animali domestici a cui erano profondamente legati.

Il testo della canzone fa leva su un concetto universale: la musica vista come una vera e propria macchina del tempo, capace di rievocare istanti che sembravano perduti (“one more drive, one more sunset…”). Questo elemento ha trasformato le sezioni dei commenti sotto ai video in veri e propri spazi di ascolto e condivisione, dove le persone si ritrovano per raccontare la propria storia, offrendo e trovando conforto reciproco attorno a poche note.

Chi c’è dietro al progetto? Il ruolo di Jason Lester

Di fronte all’impatto emotivo e alla qualità del suono, in molti si sono chiesti quale band o cantante si celasse dietro un’opera così evocativa. La risposta rivela una gestione del lavoro del tutto moderna: dietro al brano non figura un gruppo tradizionale, ma il lavoro di Jason Lester, autore, producer e creatore del progetto County Line Glow che avrebbe scritto questo progetto dopo la perdita di un amico a lui molto caro.

Lester figura ufficialmente nei registri e nei crediti di distribuzione musicale come autore e compositore dei brani attribuiti al canale. Tuttavia, ha scelto fin dall’inizio di mantenere un profilo personale riservato, lasciando che a parlare fosse unicamente l’identità artistica del brand.

Per realizzare “One More”, l’autore ha lavorato sulla combinazione di storytelling e moderne tecnologie di produzione sonora. L’intero brano — dalla simulazione dell’effetto live e della folla fino alla linea vocale e all’arrangiamento strumentale — è stato progettato per ricostruire nei minimi dettagli la sensazione di un vero concerto dal vivo. Dopo la fase di composizione e rifinitura in studio per garantire una resa d’ascolto impeccabile, il pezzo è stato distribuito sui principali cataloghi musicali e reso disponibile nelle librerie audio dei social, dove il passaparola degli utenti ha fatto il resto.

Dalle produzioni indipendenti ai successi internazionali

Il caso di “One More” s’inserisce all’interno di una trasformazione più ampia che sta interessando l’industria discografica e il modo in cui la musica viene scoperta. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito al successo crescente di progetti musicali nati al di fuori dei circuiti tradizionali della discografia, capaci di scalare classifiche di gradimento come la Viral 50 di Spotify senza il supporto iniziale di grandi etichette.

Si tratta di un fenomeno che ha finito per attirare l’attenzione anche di artisti e popstar già affermate a livello mondiale. In diverse occasioni, star del calibro di Selena Gomez hanno utilizzato brani nati da progetti digitali indipendenti come sottofondo per le proprie pubblicazioni ufficiali sui social, contribuendo a farli conoscere a un pubblico ancora più vasto.

Questo nuovo approccio alla creazione musicale ha ormai valicato i confini dei singoli brani, arrivando a contaminare l’intero panorama dell’intrattenimento globale, dal mondo dei contenuti visivi fino al cinema. È il caso di successi come “Golden”, brano nato dall’intuizione di una creatrice giapponese e diventato in breve tempo un marchio riconosciuto a livello internazionale, o dei brani legati alla band virtuale The Huntrix, protagonista del film d’animazione KPop Demon Hunters. Il loro singolo di debutto, anch’esso intitolato “Golden“, ha travalicato lo schermo fino ad affermarsi come un vero caso mediatico, arrivando a essere eseguito dal vivo persino sul palcoscenico della cerimonia degli Oscar.

L’ennesima dimostrazione che la tecnica non basta. A decretare la forza e la longevità di un brano, al di là della produzione, è da sempre la sua capacità di toccare corde intime e connettersi con il pubblico.

Per ascoltare la canzone “One More

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