La musica che ha unito nel lockdown nella fase 3 spaventa!

musica che spaventa in fase 3 in emergenza Covid
musica che spaventa in fase 3 in emergenza Covid

Siamo nella fase 3 e la sensazione è che la musica in questo periodo è vista come il demone da combattere per arginare il contagio da Covid-19. Sì, perché se è vero che il motto nel periodo del lockdown era “la musica unisce”, adesso il motto sembra essere “dove c’è musica c’è assembramento!”.

In Italia il Governo per limitare una nuova ondata di contagi ha disposto la chiusura delle discoteche in tutto il Paese. Inoltre ha disposto anche l’obbligo dell’utilizzo della mascherina nei luoghi pubblici e all’aperto (dalle 18,30 alle 6,00). L’obiettivo è di tenere sotto controllo i contagi e la sicurezza laddove il distanziamento tra le persone non è applicabile.

Le ordinanze regionali e comunali in Calabria “contro la musica”

E così anche in Calabria il presidente della Regione Jole Santelli, dopo un caso positivo verificatosi in una delle discoteche nella provincia di Catanzaro ha disposto la chiusura delle attività collegate con il ballo all’aperto e al chiuso in tutta la Regione.

Sull’onda della paura per un pericolo di impennata dei contagi anche il Sindaco Sergio Abramo della città capoluogo di Regione aveva disposto un’ordinanza che vietasse in maniera assoluta qualsiasi tipo di evento nel settore dello spettacolo, dall’intrattenimento musicale, al teatro, al concerto.

Ordinanza che ha di fatto fermato numerosi eventi nella settimana “calda” dell’estate, e che ha riguardato il weekend di ferragosto.

La nuova ordinanza del Comune di Catanzaro

Di ieri è la nuova ordinanza del Sindaco di Catanzaro e dell’assessore allo spettacolo Lobello di dare nuovamente il via libera all’ intrattenimento musicale, ai concerti e agli spettacoli teatrali, purché non si tratti di attività di ballo e di danza.

Quindi se fin’ora era stato vietato tutto in maniera assoluta, per quanto riguarda la produzione di arte, cultura e spettacolo, ad oggi rimangono chiuse le discoteche, come da ordinanza regionale e nazionale. Permangono invece tutti gli altri tipi di eventi che permettono di attuare un distanziamento fisico effettivo.

È stato giusto vietare in maniera assoluta ogni tipo di spettacolo?

Ma allora ciò che ci si domanda è questo: è stato giusto nel comune di Catanzaro vietare in maniera assoluta ogni tipo di spettacolo? Era davvero necessario? Pur essendoci offerte musicali ed artistiche di natura decisamente lontana rispetto a quella proposta dalla realtà di una discoteca? Che di per sé rappresenta un luogo di affollamento e di agglomerazione in pista da ballo e in fila al bar per i cocktails?

Dove è evidente che nonostante il contingentamento delle persone all’ingresso, è difficile, (per non dire impossibile) far rispettare la distanza tra una persona e l’altra, una volta entrati all’interno della zona perimetrale della discoteca?

Un caso positivo che è diventato caso mediatico

E allora la domanda sorge spontanea: su che base è stata predisposta la precedente ordinanza nel Comune di Catanzaro? Di sicuro l’allarmismo è stato alto per il caso positivo che si è registrato all’interno di una delle discoteche di Catanzaro. Il caso in questione è divenuto un caso mediatico dopo che il ragazzo risultato positivo al tampone da Coronavirus ha messo tutto “nero su bianco” sui social.

Da lì la richiesta di centinaia e centinaia di persone di poter effettuare il tampone. E l’allestimento di tende pretriage della Protezione Civile e dell’Asp di Catanzaro per poter dare una risposta efficace alla richiesta della cittadinanza in supporto ai diversi pronto soccorso presi d’assalto. (Tende di pretriage che sono accessibili per poter effettuare il tampone fino alle 12,00 di questa mattina).

La situazione di panico si è placata: cosa resta?

La situazione che si era creata di panico risulta essere rientrata e ad oggi dopo gli oltre 3 mila tamponi effettuati si sono registrati nuovi casi positivi in Calabria, ma non in numero tale da far preoccupare le istituzioni. (Nell’ultimo bollettino regionale i nuovi casi positivi risultano essere 10).

Cosa rimane ad oggi di tutto questo? Di certo rimane un settore, quello dell’arte della cultura e dello spettacolo, altamente danneggiato. Soprattutto nella città di Catanzaro, dove, dopo mesi di stop, diversi operatori ed artisti si erano rimboccate le maniche per cercare di ripartire ed invece si sono ritrovati ad essere frenati nuovamente.

Rimane una sensazione di impotenza e forse anche un sentimento di rabbia. Perché probabilmente le istituzioni hanno messo sotto accusa l’elemento sbagliato.

Più che con la musica e con lo spettacolo in genere bisognava prendersela con chi non ha adottato senso di responsabilità. Con chi non ha rispettato le norme anti-Covid e con chi non ha avuto il buon senso di tutelare il benessere comune delle persone.

La salute prima di tutto, è vero. Ma serve criterio di valutazione, competenza, studio d’analisi del rischio ed interventi mirati e specifici. Tutto questo per “proteggere” tutti i cittadini e per “condannare” i veri (ir)responsabili, senza però generalizzare.