Il Magna Graecia Film Festival accende i riflettori sul cinema al femminile a Soverato con le testimonianze di Irene Maiorino, Aurora Quattrocchi e Giulia Michelini. Tra premi, riflessioni sulla carriera e iniziative dedicate all’inclusione e alla legalità, la sesta serata della rassegna conferma il suo ruolo di riferimento culturale in Calabria
È stato il cinema al femminile il filo conduttore della sesta serata del Magna Graecia Film Festival, giunto alla ventitreesima edizione. Sul palco dell’arena di Soverato (CZ) tre attrici tra le più apprezzate del panorama italiano – Irene Maiorino, Aurora Quattrocchi e Giulia Michelini – hanno condiviso con il pubblico esperienze personali, riflessioni sul mestiere dell’attore e il proprio rapporto con il grande schermo.
La prima protagonista della serata è stata Irene Maiorino, intervistata dal giornalista Antonio Capellupo, che ha ripercorso il percorso che l’ha portata dalla passione per il cinema ai ruoli che l’hanno resa nota al grande pubblico.
«Nasco come spettatrice solitaria, collezionavo locandine. Piazze come quella del MGFF sono fondamentali perché ci ricordano il motivo per cui facciamo questo lavoro», ha raccontato Irene Maiorino.
L’attrice, diventata celebre per aver interpretato Lila nella serie “L’amica geniale”, ha spiegato il peso emotivo di un personaggio così amato dai lettori.
«Ho sentito subito una grande responsabilità nell’interpretarla, da lettrice temo sempre gli adattamenti. Lila ha un legame transoceanico e transgenerazionale, ed è una figura chiave per raccontare l’autodeterminazione femminile», ha dichiarato Irene Maiorino.
Parlando del ruolo della giovane Grazia Deledda, l’attrice ha inoltre ricordato il lavoro svolto per acquisire il corretto accento sardo.
«Ho studiato di notte con un coach, anche di notte perché per me era indispensabile che parlasse sardo. La lingua ci radica al territorio», ha spiegato Irene Maiorino, premiata sul palco con la Colonna d’Oro del brand GB Spadafora.
Applausi anche per Aurora Quattrocchi, protagonista di oltre ottanta produzioni tra cinema, teatro e televisione, che ha ripercorso la propria lunga esperienza artistica, sottolineando il legame mai interrotto con il palcoscenico.
«Ogni volta che mi propongono un progetto lo accolgo con un entusiasmo grandissimo. Il lavoro è lavoro. Il mio primo grande amore resta il teatro, che mi ha permesso di essere libera», ha affermato Aurora Quattrocchi.
L’attrice ha poi ricordato la scelta di intraprendere la carriera artistica, nonostante un contesto familiare distante dal mondo dello spettacolo.
«Ho scelto di fare l’attrice perché sapevo che attraverso questo mestiere avrei potuto fare esattamente quello che volevo», ha aggiunto Aurora Quattrocchi.
A concludere gli incontri è stata Giulia Michelini, intervistata da Carolina Di Domenico, che ha raccontato l’evoluzione del proprio rapporto con la professione nel corso di oltre vent’anni di carriera.
«La giovinezza ti rende incosciente, ti plasmi su ciò che ti viene chiesto. All’inizio è stato tutto molto spensierato e divertente», ha ricordato Giulia Michelini.
L’attrice ha poi parlato delle difficoltà che accompagnano il lavoro nel mondo dello spettacolo.
«Con il tempo si cambia, capisci anche se e quando ti devi fermare per prendere le distanze per guardare le cose da fuori. Lo stop, però, acuisce anche debolezze e insicurezze: quando manchi dal lavoro diventi invisibile ed è difficile rimettersi in gioco. Oggi mi giudico più duramente e non mi rivedo mai a schermo», ha spiegato Giulia Michelini.
Nel corso della conversazione ha affrontato anche il tema della rappresentazione femminile nel cinema contemporaneo.
«C’è ancora tanta paura di raccontare donne non convenzionali, che non siano solo rassicuranti o legate unicamente alla cura della famiglia», ha osservato Giulia Michelini.
Infine, un passaggio dedicato al personaggio che più ha segnato la sua carriera.
«È stato un rapporto di odio e amore. Non sono mai riuscita ad amarla fino in fondo perché era un personaggio duro, ho pianto molto. Mi è pesata quando ho sentito che stavamo raschiando il fondo del barile e non riuscivo più a darle la credibilità che meritava», ha raccontato Giulia Michelini, anche lei insignita della Colonna d’Oro firmata GB Spadafora.
Nel corso della serata è intervenuto anche Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, che ha ribadito il valore strategico della manifestazione per la promozione del territorio.
«Sosteniamo eventi come il MGFF perché rispondono a una visione chiara di come intendiamo la Calabria: questo festival è un nostro fiore all’occhiello. Per noi è fondamentale che la Calabria sia vissuta come una comunità intera e unica. “Calabria Straordinaria” è diventato un brand identitario e oggi siamo orgogliosi di poter dire con forza: siamo calabresi», ha dichiarato Roberto Cosentino.
La sezione Magna Graecia OFF, condotta dalla giornalista Eugenia Ferragina, ha invece ospitato numerosi appuntamenti dedicati all’inclusione e alla sensibilizzazione. Tra questi il Festival della diversabilità, promosso da Annarita Palaia e Roberta Critelli, la testimonianza di Davide Bilotti sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e la presentazione del film “Oceani”, dedicato alla storia di Manuel Sirianni, insieme alla regista Barbara Rosanò e alla compositrice Chiara Troiano.
Spazio anche alla letteratura con la lettura di un estratto del libro “Tante care cose” da parte dell’attore Massimo De Lorenzo, mentre è intervenuto anche il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, Antonio Lomonaco.
La giornata è proseguita inoltre con la rassegna “Sguardi di Calabria”, ospitata al Teatro Comunale di Soverato (CZ), dove sono stati proiettati diversi cortometraggi realizzati in Calabria, insieme ai film fuori concorso “Lucia” di Francesco Donisi e “The Opera! Arie per un’eclissi” di Paolo Gep Cucco e Davide Livermore. Parallelamente, nell’Area Talk del lungomare, si è svolto un nuovo appuntamento dei Dialoghi sulla Giustizia, coordinato dal magistrato Adelchi d’Ippolito, con la partecipazione di Antonio Di Pietro e Stefano Vitelli.
Il festival proseguirà con un nuovo programma di incontri e proiezioni che vedrà salire sul palco Caterina Murino, Giulia Bevilacqua, Darko Perić, il regista Berardo Carboni, oltre agli artisti Carl Brave e Mariam Battistelli, confermando il Magna Graecia Film Festival come uno dei principali appuntamenti culturali dell’estate calabrese.


















