La nuova edizione di Ramificazioni prosegue il suo percorso attraverso corpi, memorie e visioni, portando a Cosenza e Rende due appuntamenti di grande intensità che uniscono mito, ricerca e innovazione
La IX edizione di Ramificazioni sta procedendo con un entusiasmo crescente, sostenuta da una partecipazione sempre più ampia e da un’attenzione significativa da parte della stampa e degli operatori del settore. Dopo le prime tappe di Cosenza e Lamezia Terme, il festival dedicato alla danza d’autore continua a espandere il suo racconto sul movimento, guidato dall’Associazione Italìa & Co e dalla direzione artistica di Filippo Stabile. L’edizione 2024 ruota intorno al tema “Kronos”, un filo poetico che unisce tempo, memoria e trasformazione attraverso lavori che dialogano con il mito e la contemporaneità.
Il 27 novembre, alle 21:00, la Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza ospiterà “Diva”, creazione di Giovanni Insaudo, coreografo tra le voci emergenti più apprezzate della scena italiana e artista associato di Dancehaus più. Lo spettacolo, interpretato da Sandra Salietti Aguilera e Gianmarco Martini Zani, attraversa l’immaginario della diva pop, evocando la figura di Marilyn Monroe per raccontarne la parte nascosta: quella fatta di fragilità, condizionamenti, solitudini scintillanti e ombre mai del tutto risolte. Insaudo strappa il velo glamour e restituisce umanità a icone spesso manipolate dallo sguardo maschile e dalla pressione dell’immagine. La produzione è firmata da Dancehaus più con la co-produzione del festival Danza in Rete Vicenza/Schio.
Il viaggio di Ramificazioni continua poi il 29 novembre, alle 20:30, al Palacultura Giovanni Paolo II di Rende, con una serata che riunisce tre presenze significative del panorama europeo: Kor’sia, ResExtensa e Artemis Danza. Il programma si apre con “Wolf Spider”, firmato da Mattia Russo e Antonio de Rosa, fondatori della compagnia Kor’sia, realtà tra le più acclamate d’Europa. La creazione rievoca la potenza arcaica dei riti dionisiaci e il mistero del tarantismo, mescolando trance, liberazione e teatralità fisica in una coreografia corale sostenuta dalle musiche di Alejandro da Rocha e dalle voci profonde di Enza Pagliara ed Elisa Barucchieri. Una visione ipnotica che intreccia gesto rituale e immaginario contemporaneo.
A completare la serata, “Stabat Mater” di Artemis Danza, diretta da Monica Casadei, continua l’indagine della compagnia sui grandi archetipi femminili della storia e della spiritualità. La sua presenza aggiunge un contrappunto di forte densità emotiva, dialogando con la fisicità ancestrale evocata da Kor’sia.
Con questi appuntamenti, il festival rafforza la sua vocazione: unire i luoghi simbolici della Calabria – dal Palazzo della Provincia al Palacultura – a realtà italiane ed europee di altissimo livello, creando un tessuto in cui tradizione, ricerca e nuove visioni convivono e si alimentano reciprocamente.
La IX edizione, sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Calabria, proseguirà fino al 12 dicembre. Il gran finale vedrà protagonisti la Spellbound Contemporary Ballet e la Compagnia Zappalà Danza, ospitati nella splendida cornice della Galleria Nazionale di Cosenza, per un ultimo abbraccio coreografico che promette di lasciare un segno profondo.


















