Rassegna L’Altro Teatro: Carmen Consoli torna al Rendano con un viaggio dentro “Amuri Luci”

Carmen Consoli
Carmen Consoli

Nell’ambito della Rassegna L’Altro Teatro, la cantautrice porta a Cosenza la sua unica data calabrese: uno spettacolo che intreccia radici, poesia e una nuova visione del suo universo artistico

La Rassegna L’Altro Teatro accoglie il ritorno di Carmen Consoli sul palco del Teatro Alfonso Rendano di Cosenza, dove il 5 dicembre la “Cantantessa” presenterà “Amuri Luci”, progetto che inaugura una nuova fase creativa fatta di memoria mediterranea, intensità emotiva e ricerca musicale.

L’arrivo di Carmen Consoli in città è più di un appuntamento musicale: è un rito teatrale che segna l’avvio di una trilogia dedicata alle sue tre anime artistiche, quella mediterranea, quella più rock e quella del cantautorato puro. La tappa cosentina, unica in Calabria, si inserisce nel percorso culturale della Rassegna L’Altro Teatro, diretta da Gianluigi Fabiano, che da anni porta in scena visioni artistiche non convenzionali.

Lo spettacolo è costruito in due momenti distinti. Il primo atto vive interamente dentro l’atmosfera di “Amuri Luci”: testi in dialetto siciliano, colori arcaici, echi greci e latini che diventano materia politica oltre che poetica. La cantautrice usa la lingua come strumento di denuncia, tessendo un mosaico di storie che toccano guerra, identità e resistenza. Brani come “Mamma Tedesca” o “Parru cu Tia” si accompagnano a scenografie visive potenti, fra pitture belliche e frammenti di manifestazioni moderne.

La seconda parte è dedicata al ritorno alle origini. La scaletta accoglie nuovamente pezzi che hanno segnato intere generazioni, da “In bianco e nero” a “Parole di burro”, passando per l’evergreen “Amore di Plastica”, la prima canzone che diede voce al suo percorso artistico. Non è semplice nostalgia: sono pagine della sua storia che ritrovano il pubblico con un nuovo peso emotivo.

Il concerto non è pensato come una mera esibizione, ma come un dispositivo teatrale, un intreccio di musica, parola e immaginazione. L’operazione artistica procede verso una visione più ampia, in cui la Consoli mette in gioco la sua identità culturale e civile, preparando il terreno ai prossimi capitoli della trilogia. È un’esperienza che unisce coralità popolare e riflessione contemporanea, mostrando ancora una volta quanto il suo lavoro sia difficile da incasellare in un’unica definizione.