Dal cielo sempre più blu a Treccani: l’Italia non dimentica Rino Gaetano
Rino Gaetano torna a far parlare di sé grazie a un prestigioso riconoscimento culturale: l’Enciclopedia Treccani dedica infatti un approfondito omaggio al cantautore crotonese, inserendolo tra le figure di spicco della musica italiana. Una conferma del ruolo centrale che l’artista, scomparso prematuramente nel 1981, ha avuto nel panorama musicale e sociale del nostro Paese.
Nato a Crotone ma artisticamente cresciuto nei quartieri periferici di Roma, Gaetano seppe fondere ironia, teatro e sperimentazione sonora fino a diventare, come sottolinea L’Enciclopedia della musica contemporanea diretta dal compianto Ernesto Assante e da Sandro Cappelletto, “un’autentica star della musica leggera italiana”.
Considerato da molti l’erede di Fred Buscaglione e definito il primo “cantautore proletario” nel senso caro a Pier Paolo Pasolini, Rino Gaetano riuscì a dare voce con leggerezza e sarcasmo a un’Italia complessa e contraddittoria. Il successo arrivò nel 1975 con il 45 giri Ma il cielo è sempre più blu, seguito l’anno dopo da Mio fratello è figlio unico e, nel 1977, dall’album Aida. In quest’ultimo lavoro, Gaetano mostrò in modo esemplare il suo talento nel giocare con il nonsense, trasformandolo in uno strumento di denuncia sociale e politica.
Celebri, ancora oggi, le sue note di copertina: testi surreali e pungenti in cui non esitava a prendersi gioco dei linguaggi ufficiali della burocrazia, della politica, della religione, del giornalismo e delle istituzioni. Una scrittura capace di smontare certezze e ridicolizzare convenzioni, sempre con la forza di un sorriso.
A oltre quarant’anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Rino Gaetano resta vivissimo. La celebrazione di Treccani non è soltanto un riconoscimento alla sua carriera, ma la conferma di un’eredità culturale che continua a parlare alle nuove generazioni, tra leggerezza, profondità e quella disarmante attualità che solo i grandi artisti sanno mantenere intatta nel tempo.
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