Spendi Spandi Effendi: Rino Gaetano e l’oro nero

Spendi Spandi Effendi, copertina disco di Rino Gaetano
Spendi Spandi Effendi, copertina disco di Rino Gaetano

Dalla crisi petrolifera degli anni Settanta alle proteste di oggi contro il caro carburante: una rilettura di uno dei brani più ironici e complessi di Rino Gaetano.

In questi giorni, con le mobilitazioni contro il caro carburante che interessano anche la Calabria, vale la pena riascoltare Spendi Spandi Effendi, una delle canzoni più note di Rino Gaetano, pubblicata nel 1977 nell’album Aida. Non per cercare nella canzone una previsione del presente, ma perché il tema di fondo è ancora attuale: il rapporto tra energia, denaro, consumi e potere.

Rino scrive il brano nel clima delle crisi petrolifere degli anni Settanta. Il petrolio è l’“oro nero”, una risorsa dalla quale dipendono l’industria, i trasporti e una parte crescente del benessere occidentale. La canzone mette in scena, attraverso l’ironia, una società che consuma e che allo stesso tempo subisce il costo della propria dipendenza energetica.

Il titolo, Spendi Spandi Effendi, sintetizza già questa contraddizione. L’“Effendi”, termine di origine ottomana utilizzato come titolo onorifico, viene associato nel brano al mondo dei potenti e dei grandi interessi legati al petrolio. Il consumatore, invece, rimane dentro il meccanismo: compra, consuma, paga.

Gaetano prende di mira anche la pubblicità e l’automobile, che negli anni Settanta rappresentava uno dei simboli della società dei consumi. La velocità, il desiderio, la macchina e il prodotto pubblicizzato diventano elementi della stessa rappresentazione. L’ironia serve a mettere in evidenza un modello economico nel quale il consumo viene continuamente alimentato.

Quasi cinquant’anni dopo, il collegamento con l’attualità è evidente senza bisogno di forzarlo. Il prezzo del carburante incide sui trasporti, sull’agricoltura, sulla produzione e sulla distribuzione delle merci, arrivando indirettamente sul costo della vita. E il tema energetico non riguarda soltanto benzina e gasolio: riguarda anche gas ed elettricità, quindi una parte consistente delle spese delle famiglie e dei costi delle imprese.

Ma Spendi Spandi Effendi è interessante anche per alcune interpretazioni che hanno cercato di leggere nei suoi versi riferimenti alla storia italiana del petrolio.

Il caso Mattei

Una di queste è quella dell’avvocato Bruno Mautone, autore del libro Chi ha ucciso Rino Gaetano?. Mautone ha collegato il verso “Ti sei fatto il palazzo sul jumbo” alla vicenda di Enrico Mattei, presidente dell’ENI morto il 27 ottobre 1962 nello schianto del suo aereo a Bascapè.

Il riferimento è suggestivo, ma va indicato come interpretazione del testo, non come un fatto dimostrato.

Mattei aveva costruito una politica energetica che cercava di rafforzare il ruolo dell’Italia nei confronti delle grandi compagnie petrolifere internazionali, le cosiddette “Sette Sorelle”, e aveva stretto accordi con diversi Paesi produttori. La sua morte fu inizialmente considerata un incidente; le successive indagini hanno portato a considerare l’ipotesi dell’attentato, senza però arrivare a una ricostruzione giudiziaria definitiva delle responsabilità.

Nella stessa chiave interpretativa viene talvolta letto anche il riferimento a “Cristina”, collegato da Mautone a Giuseppe Di Cristina, esponente mafioso siciliano. Anche questo collegamento appartiene alle interpretazioni sviluppate intorno al testo e alla vicenda Mattei e non può essere presentato come una certezza sull’intenzione di Gaetano.

Il dato interessante è un altro: Rino Gaetano inseriva nelle sue canzoni riferimenti alla politica, all’economia, alla società dei consumi e al potere senza costruire testi esplicitamente didascalici. Il risultato era un linguaggio pieno di allusioni, giochi di parole e accostamenti che ancora oggi possono essere riletti da prospettive diverse.

Ed è proprio il tema dell’energia a collegare il 1977 al presente. Allora il petrolio rappresentava una delle grandi questioni economiche e geopolitiche; oggi il costo dell’energia continua a condizionare famiglie, imprese e sistemi produttivi.

Per questo Spendi Spandi Effendi può essere riascoltata anche alla luce delle mobilitazioni di questi giorni. Non perché Rino Gaetano avesse previsto il 2026, ma perché aveva raccontato un problema strutturale: una società fortemente dipendente dall’energia e quindi esposta alle conseguenze del suo costo.

È un tema che resta attuale.

E forse è sufficiente questo per capire perché, quasi cinquant’anni dopo, Rino Gaetano abbia ancora qualcosa da dire.

Grande Rino. Resterai sempre vivo