Teatro dei Ruderi di Cirella (Cs): unica data in Calabria per Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi si appresta a tornare in tour in Italia in alcuni dei luoghi più suggestivi dello stivale.

Compositore e pianista di fama mondiale, capace di far dialogare nel suo percorso musicale

le avanguardie e i suoni ancestrali alle melodie jazz, al rock, le incursioni nell’elettronica e le sperimentazioni anche nella musica etnica e nel pop, Einaudi arriverà il prossimo 6 agosto anche in Calabria, nell’incantevole cornice dell’Anfiteatro dei Ruderi di Cirella, grazie a una produzione che porta la firma di Archimedia e Ponderosa Music & Arts.

Dopo aver eseguito la memorabile Elegy for the Arctic di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard (Norvegia), in sostegno della campagna di Greenpeace a difesa dell’Artico,  su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale  e  a distanza di due anni e mezzo da In a Time Lapse, il pianista presenterà dal vivo Elements, strepitosa ed emozionante suite di brani che si susseguono e si abbracciano in un’originale e intensa relazione musicale, un disco dai contorni ancora più trascinanti e decisi, uscito nel 2015 su etichetta Decca Records – Universal Music Group.

“Elements nasce da un desiderio di ricominciare daccapo, di intraprendere un nuovo percorso di conoscenza. C’erano nuove frontiere – sul filo di quello che conoscevo e di quello che non conoscevo – che da tempo desideravo indagare: i miti della creazione, la tavola periodica degli elementi, le figure geometriche di Euclide, gli scritti di Kandinsky, la materia sonora, ma anche i colori, i fili d’erba di un prato selvaggio, la forme del paesaggio. Per mesi ho vagato dentro una miscela apparentemente caotica d’immagini, pensieri e sensazioni; poi, tutto gradualmente si è amalgamato in una danza, come se tutti gli elementi facessero parte di un unico mondo, ed io anche.” Questo è Elements. Se non fosse musica sarebbe una mappa dei pensieri, a volte chiari, a volte sovrapposti, punti, linee, figure, frammenti di un discorso interno che non si ferma mai.”

Composto da 12 brani, l’album ha una strumentazione che comprende piano, archi, percussioni, chitarra ed elettronica. Come nei precedenti lavori del compositore, anche questo si sviluppa come una suite in cui ogni brano ha una precisa relazione con gli altri. Il suono è ricco e stratificato, gli elementi sonori si sommano e s’intrecciano con una freschezza d’insieme che unisce con sapiente naturalezza suoni acustici, elettrici ed elettronici.
Il disco è stato registrato nell’arco di tre mesi, tra marzo e giugno, nello studio della sua casa di campagna nelle Langhe, “un’esperienza unica, accompagnata dal ritmo incalzante dell’esplosione della primavera”.

Oltre alla presenza del gruppo ormai stabile di Ludovico, tra cui Francesco Arcuri, Marco Decimo, Mauro Durante, Alberto Fabris, Federico Mecozzi, Redi Hasa, l’album si avvale della collaborazione dell’ensemble d’archi olandese Amsterdam Sinfonietta, del musicista elettronico berlinese Robert Lippok, dei percussionisti dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, del percussionista brasiliano Mauro Refosco e del grande violinista sudafricano Daniel Hope, ospite nel brano di apertura Petricor.

Una performance, quella all’interno dell’Anfiteatro dei Ruderi, che si preannuncia epica, per suggestioni sonore, ricchezza musicale, qualità compositiva.

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